Interesse per l’incontro dal titolo “Quale futuro per la famiglia” che si è svolto venerdì a Casalgrande


famiglia-016Ha suscitato interesse tra i partecipanti l’incontro dal titolo “Quale futuro per la famiglia”, con l’avvocato Sciascia, membro del Comitato “Sì alla Famiglia”, che si è tenuto venerdì 26/9 all’Oratorio di Casalgrande. Un tema di grande attualità che ha ricevuto l’adesione di diverse associazioni del territorio, confessionali e non e il patrocinio del Comune.

Il giurista ha affermato che a livello europeo si sta attuando una strategia per diffondere sempre più l’ideologia del gender e distruggere l’istituto della famiglia, senza che ne siamo consapevoli, partendo dai soggetti più deboli e indifesi: i bambini. Nelle scuole materne italiane, in nome di un pensiero che dice che uomini o donne non si nasce, ma si diventa per scelta precisa e consapevole, vengono oggi diffuse favole in cui non è il principe azzurro a baciare Biancaneve, ma un’altra principessa o dove re fugge con lo scudiero e vissero per sempre felici e contenti. Si insegna che esistono i bambini, le bambine, ma anche bimbi che non hanno ancora deciso di essere maschi o femmine. In una scuola materna del distretto ceramico, le insegnanti hanno dovuto leggere vari opuscoli su come parlare “correttamente” agli alunni di una sezione dove è presente una bambina, figlia di una coppia lesbica, opuscoli forniti delle due sollecite “mamme”. In questo modo le insegnanti sono obbligate, anche contro i loro principi, a trasmettere messaggi che vanno in una certa direzione (del gender) a tutti i bambini. Ma che fine fa allora il principio costituzionale in base al quale sono i genitori i primi responsabili dell’educazioni dei figli, se non possono avere nessuna voce in capitolo, in nome del “gender correct”?

“Si tratta di una strategia subdola, – ha affermato Sciascia – “ che agisce proprio su chi non ha i mezzi cognitivi ed emotivi per difendersi, e che sembra avere molta presa sui mezzi di comunicazione di massa e che fa passare come intollerante (o omofobo se il disegno di legge Scalfarotto diventerà legge) chi vi si oppone, in nome di principi non negoziabili dell’esistenza umana, cattolici e non cattolici”.