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Reggiolo: Maxi furto in caseificio, famiglia presa dai Carabinieri. Avevano un centinaio di forme di parmigiano rubate

E’ di matrice calabrese il racket del parmigiano rubato! E’ una forte ipotesi investigativa dei Carabinieri che in un capannone adibito ad officina di una famiglia d’origine calabrese hanno trovato nascoste un centinaio di forme di parmigiano reggiano rubate nella notte in un caseificio di Reggiolo, comune della bassa reggiana. Sono stati i Carabinieri della Stazione di Reggiolo, supportati dai colleghi del Nucleo Operativo della Compagnia di Guastalla, ad identificare nei componenti di un nucleo familiare d’origine crotonese i “custodi” del prezioso oro giallo. Con l’accusa di ricettazione i Carabinieri di Reggiolo e del Nucleo Operativo della Compagnia di Guastalla hanno denunciato alla Procura reggiana due fratelli crotonesi di 41 e 44 anni nonché la moglie e il figlio di quest’ultimo rispettivamente di 41 e 21 anni. In loro disponibilità, avendole custodite in un loro capannone,  i Carabinieri hanno trovato 81 forme di parmigiano del valore complessivo di 30.000 euro rubate nella notte a Reggiolo.

L’origine dei fatti ieri mattina poco dopo le 6,00 quando i Carabinieri di Reggiolo sono intervenuti presso una latteria sociale del paese curando un sopralluogo di furto nel corso del quale si accertava che ignoti ladri forzando una porta posteriore accedevano all’interno dei locali che ospitano il reparto stagionatura asportando 81 forme di parmigiano reggiano. E come avviene in questi casi oltre alle indagini scientifiche costituite dai rilievi eseguiti sul luogo del furto per rintracciare e recuperare prove che possano portare al’identificazione dei ladri (esempio impronte) i Carabinieri battevano anche la zona ispezionando casolari abbandonati e capannoni aziendali d’interesse perché magari in uso a persone con precedenti specifici. In uno di questi, nonostante le resistenza degli interessati per ottenere l’apertura, i Carabinieri, nascoste sotto un telo di nylon, hanno trovato le 81 forme di parmigiano che recuperate in tempi record sono state restituite ai derubati. I custodi del prezioso “oro giallo” identificati nei sunnominati indagati, venivano denunciati per ricettazione.

















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