Claudio Lucchese, Presidente Florim Ceramiche risponde a Filctem/CGIL


Come imprenditore e Presidente di Florim mi sento offeso e profondamente deluso.

Mi sarei aspettato, da una persona della levatura della sig.ra Gozzi, che ricopre un incarico così importante, una maggiore conoscenza della realtà sociale in cui l’azienda opera o quanto meno una maggiore precisione nell’indicare le problematiche espresse in modo generico alle quali fumosamente si riferisce.

Credo che a lei vada chiesto, quanto meno, una maggiore precisione nell’indicare le problematiche espresse in modo così generico, unito ad un approccio più corretto di quello seguito, nel quale il comunicato stampa è stato inviato solo agli organi di stampa e non per conoscenza anche all’azienda.

Questa è una vicenda che parte da lontano, da una lettera del funzionario Sindacale Filctem/CGIL Claudio Tonelli del novembre scorso a cui io personalmente ho risposto dando la mia disponibilità ad un incontro: incontro, da noi anche sollecitato, ma che non si è materializzato.

Il Bilancio di Sostenibilità Florim (giunto alla IV° edizione) è un documento che contiene non solo enunciazioni, valori e principi ma soprattutto fatti inconfutabili che, per merito e con il grande impegno della stragrande maggioranza dei nostri dipendenti, pongono Florim nella situazione di “poter competere in modo adeguato” e di poter ben sperare nel futuro. Fare spicciola ironia su questo documento, alla cui realizzazione hanno contribuito con grande passione numerosi collaboratori, definendolo privo di coerenza, di chiarezza contrattuale e semplice esercizio di immagine, a me pare non rispettoso dei fatti: le fumose illazioni portate a supporto non mi rendono chiaro dove si vuole andare a parare.

Come può la signora Gozzi affermare che TUTTO il gruppo dirigente Florim non è in sintonia con quanto dichiarato all’interno del Bilancio Sociale? Non esiste un “gruppo dirigente Florim” scollegato (come se fosse in contrapposizione) con la stragrande maggioranza delle maestranze di tutti i livelli di appartenenza.

Il clima aziendale che si respira, i dati ed i parametri di efficienza, di produttività e di conto economico ne sono la dimostrazione più evidente.

Come si permette Manuela Gozzi di affermare che la Florim non valorizza e non rispetta le maestranze? Ritengo che oltre il 90% dei nostri dipendenti possa affermare il contrario. Se così non fosse, saremmo degli imbecilli che meritano il fallimento! Non ho alcun problema ad affermare che Florim NON VALORIZZA quei (per fortuna) pochissimi lavoratori che hanno un passo lento, un impegno modesto e, a maggior ragione, NON RISPETTA quei singoli casi di assenteisti e/o fannulloni che, essendo muniti di tessera, qualcuno vorrebbe tutelare e proteggere.

Le cose non accadono mai per caso e da sole. La Florim ha fatto negli ultimi quattro anni un cambiamento straordinario che è sotto gli occhi di tutti. Gli ingenti investimenti, oltre 100 milioni di euro, quasi interamente in Italia, sono stati accompagnati da un costante cambio di mentalità e da un approccio al lavoro sempre più positivo da parte dei dipendenti ad ogni livello (compreso il sottoscritto). I risultati che sono stati ottenuti, e che sapremo ottenere, saranno preziosi per il futuro dei nostri dipendenti, delle loro famiglie e dei tanti giovani che stiamo assumendo (sarebbe doveroso di ciò informarsene). Ottenere tutto questo – e lo dico con grande senso di gratitudine – è stato possibile anche per merito del contributo importante di tutte le componenti sindacali. Mi riesce quindi difficile comprendere come le pressioni e le rimostranze di quei pochi che non vogliono adeguarsi al nuovo corso possano fare così breccia da produrre un comunicato stampa CGIL così diffamatorio e miope.

La invito, signora Gozzi, a fare visita alla nostra azienda, per rendersi conto di persona del clima che esiste nei nostri ambienti di lavoro. Non prima però di aver verificato la situazione lavorativa della maggior parte delle aziende del nostro territorio.

Claudio Lucchese – Presidente Florim Ceramiche Spa