Sisma, PRC: “no a fuga delle aziende dai territori terremotati”


Fra le misure varate mercoledì dal Governo, che cominceranno il loro iter parlamentare il 18 giugno prossimo per la conversione, ve n’è una la cui lettura desta ben più di una perplessità.

Mi riferisco alle “delocalizzazioni facilitate”, che rischiano di tradursi in una vera e propria fuga delle imprese dai territori colpiti dal sisma e di rappresentare un impoverimento permanente dei lavoratori di quella parte di Emilia.

Dopo la ventilata ipotesi di trasferire la produzione della J-Colors di Finale Emilia (MO) negli stabilimenti di Milano (poi rientrata), leggiamo di altre aziende, piccole medie e grandi, che stanno per fare i bagagli per andare in altre zone del paese o all’estero.

E’ un allarme lanciato non solo dalle Organizzazioni Sindacali, ma anche da alcuni sindaci del territorio: è un pericolo reale, dicono, ed è per questo che occorre che il Governo dia segnali chiari sulla tempestività degli aiuti alle imprese che hanno subito danni così come a quelle che non ne hanno avuti, ma hanno bisogno di certezze sulla possibilità di riprendere le attività senza rischi per la vita dei lavoratori e delle lavoratrici.

Ricordiamo che stiamo parlando di una parte del paese che produce circa l’1% del Pil nazionale, in alcuni casi con produzioni di eccellenza sia nel comparto industriale che in quello agricolo e alimentare.

Sollecitiamo tutti i parlamentari emiliano romagnoli a chiedere garanzie al Governo e ad impegnarsi attivamente, ancor prima del passaggio alle Camere, per tutelare il lavoro e il mantenimento in loco imprese, a partire dalla cancellazione di quel passaggio del decreto che parla di delocalizzazioni.

In questo difficile frangente il rischio è che le popolazioni emiliane, oltre ai danni del terremoto debbano affrontare anche i danni a lunga scadenza della scomparsa dei posti di lavoro. Non possiamo accettare che al dramma della perdita della casa si aggiunga anche il dramma della perdita del lavoro.

Infine, mai come in questo momento, riteniamo indifferibile il taglio delle spese militari e di mega opere inutili: il nostro paese ha bisogno di tutela del territorio e dell’ambiente, di tutele e di sicurezze per il lavoro, di giustizia sociale ed equità fiscale, di salari e stipendi dignitosi non di aerei da guerra, inutili autostrade, TAV e Ponte sullo Stretto!

(Stefano Lugli, Segretario PRC Federazione di Modena)

Il PRC si concentra sull’emergenza occupazioinale che arriverà appena terminata l’emergenza terremoto.

Per questo ha apeerto una Cassa di Resistenza per i lavoratori terremotati.

I versamenti potranno essere effettuati sul conto corrente del Prc Emilia-Romagna: IBAN: IT 06 L 02008 12932 000003118146 – causale: cassa resistenza lavoratori terremotati