Pacemaker, defibrillatori, dispositivi per la resincronizzazione cardiaca: tutte le ultime generazioni di questi prodotti sono ormai in grado di memorizzare una quantità notevole di informazioni diagnostiche, come quelle relative al funzionamento del dispositivo stesso, all’incidenza delle aritmie e agli indicatori della funzione cardiovascolare, e diventano, ogni giorno di più, strumento indispensabile per le strutture sanitarie.

Da queste considerazioni partirà sabato 12 novembre al teatro Astoria di Fiorano Modenese il XIV Congresso di Cardiologia, organizzato con il contributo dell’Ospedale di Sassuolo e A.I.A.C., tentando di fare il punto sulle novità che riguardano il mondo dei dispositivi impiantabili. L’invecchiamento della popolazione, il trattamento con device di molte nuove patologie ha infatti portato a un’espansione esponenziale nell’utilizzo di tali dispositivi e a un corrispondente aumento della complessità clinica dei pazienti. Molti di essi necessitano di controlli frequenti e l’ottimizzazione della programmazione del dispositivo e della terapia sono elementi chiave per facilitare il lavoro degli specialisti. Il controllo dei pazienti con dispositivi impiantabili costituisce sempre più spesso, infatti, un carico di lavoro importante per le strutture sanitarie, sostenibile solo a breve-medio termine. Il monitoraggio remoto, che le maggiori aziende produttrici stanno mettendo a punto, può quindi contribuire a facilitare, rendere più efficace e meno costoso il follow-up.

La seconda parte del convegno sarà dedicata invece all’avvio della ‘Syncope Unit’, una struttura per lo studio dei pazienti affetti da sincope che, generalmente, trovano accoglienza in tutti i reparti medici degli ospedali, ma che dovrebbero invece essere ‘filtrati’ e inviati direttamente in cardiologia al loro arrivo in Pronto soccorso.



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