Il 99% dei bolognesi crede che per rendere più efficiente il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) sia necessario utilizzare diversamente e in modo più virtuoso le risorse disponibili ed adottare misure di controllo più rigide per eliminare sprechi e recuperare così nuove risorse. E’ quanto emerge dall’ultima indagine online(1) dell’Osservatorio Sanità(2) di UniSalute, commissionata all’istituto Nextplora dalla compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria.
Gli abitanti del capoluogo emiliano hanno un’opinione ben definita sulle direzioni di intervento per cercare soluzioni ai problemi di natura economica del SSN. Innanzitutto, credono che la tutela della salute non debba essere un compito appannaggio esclusivamente del sistema pubblico: a domanda specifica, infatti, il 61% dei bolognesi ritiene che le aziende dovrebbero occuparsi maggiormente di problematiche di tipo sanitario. Nello specifico, il 36% ritiene che dovrebbero occuparsi della salute dei propri dipendenti così come un altro 25% crede che le tutele dovrebbero essere allargate alle loro famiglie e alle persone che abitano nel territorio vicino all’azienda. Solo il 39% degli intervistati ritiene, invece, che non spetti alle aziende interessarsi di questo tipo di problematiche.
Quanto alle cause alla base della scarsa efficienza del SSN, per il 64% del campione sono riconducibili a modalità lacunose di gestione delle risorse mentre per il 21% sono imputabili a frodi (percentuale che sale al 37% tra gli uomini): queste cause, che hanno indebolito fortemente il sistema, si accompagnano necessariamente a motivazioni “fisiologiche” legate ad un progressivo e costante invecchiamento della popolazione, con un conseguente aumento delle richieste di cura e dei relativi costi. A rafforzare questa convinzione vi è l’esperienza registrata in questi ultimi anni che ha dimostrato come le Regioni che spendono di più non necessariamente sono risultate le più efficienti ed appropriate nell’erogazione dei servizi di assistenza sanitaria, come anche evidenziato dal Piano Sanitario Nazionale 2011-13.
La percezione dei bolognesi in tema sanitario si discosta da quella della classe politica dirigente, più attenta ai costi che all’efficienza: ulteriore conferma arriva dalla manovra finanziaria recentemente approvata che prevede, nell’ottica di un contenimento della spesa pubblica, l’aumento dei ticket sanitari. Una misura che ha fatto e continua a far molto discutere, ma che alla luce dei dati appare lontana dalle politiche di intervento ritenute primarie sotto le Due Torri.
“Da quanto emerge dalla ricerca – afferma Andrea Pezzi, Direttore Generale di UniSalute – i cittadini di Bologna hanno una posizione precisa e condivisa sugli interventi necessari per cercare soluzioni ai problemi che riguardano il SSN. Indicazioni che – prosegue Pezzi – potrebbero essere utili alle stesse Istituzioni locali nell’attuazione di politiche orientate a garantire una maggiore sinergia tra azioni volte al miglioramento della qualità dell’offerta e iniziative tese ad una razionalizzazione della spesa”.
(1) Indagine CAWI condotta ad inizio marzo 2011 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età (over 25), sesso ed area geografica (totale 601 casi).
(2) L’Osservatorio Sanità di UniSalute, avviato nel 2002 con l’obiettivo di monitorare il mondo della sanità integrativa, si occupa oggi anche della percezione degli italiani su fiducia, competenza, conoscenza dei servizi sanitari pubblici e privati, oltre che sul ruolo del welfare sanitario in azienda.
UniSalute, fondata dal Gruppo Unipol nel 1995, è la prima Compagnia in Italia ad occuparsi esclusivamente di assicurazione salute attraverso un modello innovativo e differente: al tempo stesso potente centrale di acquisto e controllore specializzato della qualità delle prestazioni sanitarie per tutti i propri assicurati.
Sintesi tra competenze assicurative e cliniche – anche alcune decine di medici specialisti tra i suoi dipendenti – UniSalute opera attraverso una rete di oltre 6.200 strutture convenzionate presso le quali gli assicurati possono usufruire di prestazioni sanitarie di qualità con ridotti tempi di attesa e con il pagamento della prestazione da parte della Società.
Ad oggi conta oltre 3 milioni e 500 mila clienti e nel 2010 ha raggiunto il primato nazionale nella gestione dei Fondi Nazionali di categoria assicurati e delle Casse Professionali.









