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mercoledì 28 Settembre
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‘Scuola e formazione, dialogo in corso’, stamane convegno regionale a Reggio Emilia

Il lavoro manuale piace sempre di più ai giovani reggiani che dopo la terza media scelgono un percorso di formazione professionale molto più spesso dei loro coetanei nel resto d’Italia, 33,1% contro il 19,8%. Una scelta che viene ben ripagata: quasi l’80% di questi ragazzi, infatti, trova subito un’occupazione, già al termine dello stage in azienda o, comunque, entro pochi mesi dal termine degli studi.

Sono alcuni dei dati emersi nel corso del convegno “Scuola e Formazione. Dialogo in corso”, promosso questa mattina dall’Associazione FormaRe (Associazione per la formazione professionale a Reggio Emilia) presso l’Aula Magna “Manodori” dell’Università in occasione del 40° anno d’istituzione della Fondazione “Alberto Simonini”.

E’ stata l’occasione per parlare del nuovo sistema regionale dell’Istruzione e Formazione professionale (IeFP) che, approvato nel dicembre 2010, debutta con questo anno scolastico. In provincia di Reggio Emilia il sistema IeFP offre complessivamente 16 percorsi formativi e 9 qualifiche professionali; ne fanno parte i centri di formazione Fondazione CFP “Alberto Simonini,” l’Enaip-Fondazione “Don G. Magnani”, il Consorzio CFP Bassa Reggiana, il CIOFS/FP Emilia-Romagna di Bibbiano e da quest’anno il Centro studio e lavoro “La Cremeria” di Cavriago con un corso per operatore turistico. Nel nuovo sistema sono poi coinvolti gli istituti Zanelli”, “Motti”, “Nobili”, “Filippo Re”, “Galvani”, il Nuovo Istituto Professionale di Guastalla, l’Istituto “D’Arzo” di Montecchio, l’Istituto “Gobetti” di Scandiano e il Convitto “R. Corso” di Correggio.

Complessivamente sono 610 i ragazzi che stanno frequentando il biennio dell’anno scolastico 2010-2012; le lezioni sono già iniziate per i ragazzi del secondo anno e prenderanno il via il prossimo 10 ottobre per quelli del primo anno.

Un tema che è stato più volte sottolineato è quello della parità di dignità tra lavoro manuale e lavoro intellettuale e dell’impegno a far sì che le scuole di formazione professionale siano sempre più scuole di serie A. Patrizio Bianchi – Assessore Scuola, Formazione Professionale, Università e Ricerca, Lavoro della Regione Emilia-Romagna – ha spiegato che con il nuovo sistema IeFP “La Regione ha voluto avviare un nuovo dialogo con tutti coloro che nella nostra regione e nel nostro Paese hanno grande attenzione per tutti i ragazzi. Il sistema si basa sulla sperimentazione e progettazione congiunta fra istituzioni pubbliche e centri di formazione professionale. Un primo risultato – ha detto Bianchi – l’abbiamo già ottenuto: in tutta Italia è caduto il numero di iscritti alle scuole, istituti e centri professionali, da noi è invece aumentato. Avere parlato, avere ragionato, avere coinvolto ha già portato a un grande risultato: da noi cresce l’attenzione per la scuola tecnica e professionale. Il secondo risultato è quello di fare parlare le persone per il futuro dei nostri ragazzi. Inoltre, abbiamo fatto la riforma delle scuole e dei centri professionali, ma abbiamo anche avviato la rete politecnica, per far sì che quando uno studente termina il percorso di formazione possa andare a lavorare ma abbia anche la possibilità di tornare a scuola per raggiungere un livello superiore di responsabilità e di competenza; abbiamo poi legato tutto questo anche ai corsi professionalizzanti dell’università. In altre parole – ha aggiunto Bianchi – abbiamo fatto una grande impalcatura che deve però avere una destinazione: il lavoro come dignità, speranza e sicurezza”.

Oltre a quello dell’assessore regionale, ci sono stati numerosi altri interventi e Ilenia Malavasi – Assessore Istruzione, Scuola, Università, Ricerca e Formazione Professionale della Provincia di Reggio Emilia – ha tracciato un quadro della realtà locale: “Sicuramente da noi il trend è diverso rispetto a quanto sta accadendo a livello nazionale, dove aumentano le iscrizioni ai licei. Mentre a livello nazionale i licei sono scelti dal 49,3% degli studenti, in regione questa percentuale scende al 42,4%, a Reggio Emilia siamo, invece, intorno al 33%. Nella nostra provincia gli studenti delle superiori sono circa 20 mila e si distribuiscono equamente tra i licei, gli istituti tecnici e quelli professionali; in particolare, i nostri ragazzi scelgono per il 33,1% istituti professionali, a fronte del 22,6% a livello regionale e del 19,8% a livello nazionale. Questa è una testimonianza tangibile anche dell’importanza della collaborazione con il tessuto produttivo. Le nostre famiglie e i nostri ragazzi sanno che gli sbocchi occupazionali trovano, ovviamente, risposte in un tessuto produttivo che è fatto di piccole e medie imprese. Dobbiamo, però, lavorare ancora di più e in questo discorso s’inserisce il nuovo sistema d’istruzione e formazione professionale, perché la formazione aiuta a dare una risposta a quei ragazzi che escono dai percorsi scolastici istituzionali e approdano in un canale che non è più parallelo, ma che vuole essere progettato insieme alla scuole; questo, quindi, è un nuovo lavoro tra scuole ed enti di formazione. In provincia di Reggio – ha aggiunto l’assessore Malavasi – la formazione assorbe circa 300 ragazzi l’anno, quindi, visto che si tratta di un biennio, ogni anno ci sono circa 600 ragazzi che seguono percorsi di formazione per acquisire delle qualifiche professionali e l’80% di questi trovano risposta immediata nell’occupazione; è, quindi, un sistema efficiente, che va ulteriormente incentivato perché abbiamo bisogno di mettere sempre più in collaborazione e in sinergia il mondo della scuola e del lavoro, e far capire ai ragazzi e ai cittadini che i lavori intellettuali e i lavori manuali devono avere pari dignità”.

Un tema importante, considerando anche il problema della cosiddetta “dispersione scolastica”: nell’anno scolastico 2010-2011, nelle scuole secondarie di secondo grado, 383 studenti hanno abbandonato gli studi (142 nel primo anno).

Una risposta, può essere, quindi, quella di un percorso di formazione professionale; tra le qualifiche professionali “più gettonate” nei centri di formazione troviamo al primo posto l’operatore alle cure estetiche, seguito da costruttore su macchine utensili, operatore delle vendite segretariale, installatore e manutentore di impianti elettrici, operatore dell’autoriparazione, operatore della ristorazione, installatore manutentore di impianti termoidraulici e operatore grafico di stampa.

Al convegno di questa mattina ha tenuto una relazione anche il Prof. Michele Pellerey (Professore ordinario emerito di Didattica Facoltà di Scienze dell’Educazione Università Pontificia Salesiana) che ha approfondito il concetto di competenza, intesa come fattore soggettivo legato alla persona (è l’aspetto sul quale la formazione professionale ha maggiormente investito negli ultimi anni) e possibile luogo d’interazione tra scuola e formazione. Ha coordinato gli interventi il Prof. Roberta Cardarello (Professore ordinario di Didattica Generale Facoltà di Scienze della Formazione – Università di Modena e Reggio Emilia).

In apertura del convegno è stato proiettato il video “Storie di ragazzi e ragazzi”. Sono seguiti i saluti di Mons. Francesco Marmiroli (Vicario Episcopale Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla), Ilenia Malavasi (Assessore Istruzione, Scuola, Università, Ricerca e Formazione Professionale – Provincia di Reggio Emilia), Iuna Sassi (Assessore Scuola e Giovani Comune di Reggio Emilia), Giuseppe Pagani (Presidente V Commissione Regione Emilia-Romagna), Vincenzo Aiello (Direttore Ufficio Scolastico Provinciale), Cristina Carbognani (Presidente Confapi).

Sono intervenuti anche l’On. Giuseppe Amadei (Presidente Fondazione Simonini) che ha ricordato il fondatore Alberto Simonini e la storia del Centro di formazione professionale, Stefano Salsi (Presidente FormaRe CEO Fondazione Enaip Don G. Magnani) e Rita Moriconi (Consigliere Regione Emilia-Romagna).
















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