«I lavoratori della Provincia sono persone utili e non un peso da scaricare; non è proprio il caso di scatenare allarmismi che rischiano di demotivare le persone». Lo afferma Roberto Melotti, rappresentante della Cisl Funzione pubblica presso la Provincia di Modena, intervenendo sull’abolizione delle Province inserito nella manovra. Innanzitutto il sindacato di Palazzo Europa condivide quanto scritto dal presidente della Provincia, Emilio Sabattini, nella lettera aperta inviata a tutti i dipendenti dell’ente di viale Martiri. «L’attuale governo approva provvedimenti di legge senza divulgarne il contenuto preciso, ma così facendo spaventa le categorie interessate – dice Melotti – Da quanto si legge sulla stampa, le competenze attualmente in capo alle Province dovrebbero transitare alle Regioni, per cui ritengo probabile che gli attuali 571 dipendenti dell’amministrazione provinciale di Modena passino in un futuro da definire alle dipendenze della Regione Emilia-Romagna. Questo – prosegue il sindacalista Cisl – avrebbe indubbi vantaggi sia sul piano retributivo che delle possibilità di carriera».
Per Melotti l’unica preoccupazione in teoria potrebbe essere quella della sede di lavoro, anche se è difficile immaginare come la gestione di determinate funzioni, prime tra tutte le competenze in materia di viabilità ed edilizia scolastica, nonché i servizi per l’agricoltura, il lavoro e l’ambiente, possano rivelarsi efficienti senza una collocazione territoriale decentrata, quindi nel territorio modenese. «Anche su questo versante non dovrebbero esserci brutte sorprese, e comunque potrebbe esserci la possibilità di passare alle dipendenze dei Comuni modenesi, i cui organici saranno negli anni massacrati dal blocco del turn over. Certo – prosegue l’esponente Cisl Fp – i lavoratori chiedono chiarezza: occorre capire i tempi e i modi, senza buttare lì annunci che rischiano di demotivare il personale, che si sente trattato alla stregua di pedine da spostare. In linea di principio, senza entrate nel merito della discussione su quali siano le dimensioni territoriali più idonee per gestire determinate competenze, la Cisl è disponibile e aperta al confronto sul tema del riordino istituzionale e della razionalizzazione della pubblica amministrazione. Chiediamo solo – conclude Melotti – di essere coinvolti nella discussione».









