Nel pomeriggio di ieri, personale in servizio presso il Posto di Polizia Centro, unitamente a tre equipaggi del Reparto Prevenzione e Crimine di Reggio Emilia, ad una unità cinofila antidroga della Questura di Bologna e a tre pattuglie della locale Polizia Municipale, ha svolto un servizio di controllo dei parchi cittadini finalizzato al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, all’interno del parco XXII Aprile nell’erba accanto ad alcune panchine, ove stanziavano una ventina di cittadini di nazionalità centro africana, sono state rintracciate, grazie all’ausilio del cane antidroga, tre dosi di marijuana.

Dei venti stranieri controllati, uno, risultato clandestino, è stato trattenuto al C.I.E. in attesa di accompagnamento alla frontiera, ad un altro, invece, è stato notificato un provvedimento di espulsione.

Le verifiche all’interno del parco delle Mura hanno portato al rinvenimento di una dose di hashish abbandonata per terra. Sono state, comunque, controllate le dieci persone che si trovavano sul posto, magrebini in regola, ma con precedenti di Polizia e tossicodipendenti di nazionalità italiana, uno dei quali destinatario di un Avviso Orale del Questore di Modena.

Nell’area verde di via Riva del Garda angolo Buon Pastore, gli agenti hanno colto in flagranza di reato un tunisino mentre cedeva una dose di eroina a due cittadini italiani, i quali hanno cercato di allontanarsi a bordo della propria autovvettura. Fermati immediatamente, sono stati segnalati alla Prefettura quali assuntori di droghe, l’autista denunciato per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e il mezzo sequestrato. Il tunisino, classe ’81, clandestino e censurato, alla vista della Polizia ha ingoiato dello stupefacente. Pertanto, in stato di arresto, è stato accompagnato presso il locale nosocomio per gli accertamenti del caso, quindi, ricoverato presso la struttura ospedaliera e affidato alla Polizia Penitenziaria.

I controlli si sono spostati nell’area destinata a parcheggio sotto il cavalcavia Cialdini, dove gli agenti hanno colto in flagranza un cittadino tunisino, classe ’85, nell’atto di cedere una barretta di haschish a due italiani, immediatamente segnalati alla Prefettura per consumo di stupefacenti. Il tunisino, al termine degli accertamenti, è stato accompagnato in Questura in stato di arresto.

Gli agenti hanno, poi, rivolto la loro attenzione ad uno stabile in ristrutturazione, sito in via Munari, un cantiere ormai fermo da tempo e in stato di abbandono, ricovero per numerosi tossicodipendenti e spacciatori, luogo utilizzato sia per il consumo che per il confezionamento di sostanze stupefacenti.

Da circa un mese, infatti, residenti e commercianti della zona Tempio avevano segnalato la presenza in zona di una coppia di giovani italiani con un infante, che frequentavano sia l’edificio in ristrutturazione di cui sopra sia la zona del parco XXII aprile.

Gli agenti, una volta forzata la porta posticcia ancorata all’ingresso dell’edificio abbandonato con una catena e del fil di ferro, sono saliti al piano superiore da dove proveniva, chiaro e distinto, il vagito di un neonato.

In un luogo igienicamente precario invaso da escrementi umani e con evidenti segni di consumo di stupefacente si trovavano due giovani italiani e una bambina di circa sei mesi sdraiata per terra sopra un cuscino di un divano abbandonato. A 30 cm dalla neonata è stata rinvenuta una confezione di eroina, che i due ragazzi, quali assuntori saltuari di sostanza stupefacente, hanno dichiarato essere propria.

Giova precisare che la bambina è risultata in buone condizioni di salute, ben nutrita e tranquilla, ma essendo stata trovata in un luogo di tali condizioni igienico-sanitarie, non avendo i genitori fissa dimora (sono stati sfrattati di recente da un appartamento a Milano) e una stabile occupazione, è stato richiesto l’intervento dei servizi sociali per l’adozione di un provvedimento a tutela del minore in quanto in grave pericolo per la propria integrità psichica e fisica.

Anche i due genitori, segnalati alla Prefettura per consumo di stupefacenti, sono stati ospitati in una struttura a carico dei servizi sociali.



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