L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena in prima linea nella ricerca sulla tubercolosi. La Struttura Semplice Centro Interdipartimentale per le Malattie Rare del Polmone del Policlinico, diretta dal prof. Luca Richeldi, organizza il 27 e 28 maggio all’Hotel Real Fini di via Emilia Est 441 a Modena il Primo meeting nazionale sulla diagnosi dell’infezione tubercolare latente al quale parteciperanno esperti a livello nazionale e internazionale. Si comincerà il 27 a partire dalle ore 14,00 e si finirà il 28 alle 12,45.

“Questo argomento – ha spiegato il prof. Leonardo Fabbri, direttore del Dipartimento di Oncologia, Ematologia e Malattie dell’Apparato Respiratorio – unisce a una rilevante portata clinica, un peculiare interesse in termini di ricerca. Il programma annovera numerosi esperti italiani in due giornate intense di studio, confronto, discussione e aggiornamento, organizzate in un’ottica multidisciplinare, coinvolgendo tra gli altri pneumologi, infettivologi, microbiologi e medici di salute pubblica”.

I temi riguarderanno la patogenesi, la diagnosi e la gestione dell’infezione tubercolare latente Quattro le sessioni del convegno, tutte di grande interesse: infezione tubercolare latente e tubercolosi attiva; i nuovi orizzonti nella diagnosi e nella strategia di controllo dell’infezione tubercolare latente; i test per interferone-gamma e le popolazioni ad alto rischio.

“La quasi totalità dei casi di tubercolosi attiva nel nostro Paese si manifesta come riattivazione di un’infezione tubercolare latente in persone che non sono state adeguatamente diagnosticate e trattate. Scopo del congresso – ha commentato il prof. Luca Richeldi – tra i pochi finora in Italia a focalizzare questo problema sanitario, è quello di approfondire le problematiche che si presentano nella nostra realtà sanitaria, riguardanti le future strategie di controllo della tubercolosi: ciò consentirà di progettare modelli clinici comuni come efficienti strumenti di controllo e dare risposte pratiche ad un problema di salute pubblica sempre più attuale. Nel corso di questo Meeting Nazionale saranno discussi problemi pratici per il controllo della tubercolosi, in particolare l’identificazione e il trattamento dei soggetti infettati dal micobatterio della tubercolosi, con lo scopo di limitare il numero di casi futuri di malattia attiva. Dal confronto e dalla discussione potranno nascere da questo Primo Meeting Nazionale idee per costruire nuovi piani di lavoro regionali e nazionali utili per più efficaci strategie di controllo della tubercolosi”.

Oggi, la tubercolosi rappresenta, in seguito all’aumento delle persone immunodepresse e alla crescente immigrazione da aree in cui la malattia è endemica, una crescente emergenza anche nei paesi cosiddetti industrializzati. Secondo stime recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sono più di 9 milioni i nuovi casi tubercolosi ogni anno con più di 2 milioni di decessi per anno. Circa un terzo della popolazione umana mondiale è infettato dal micobatterio della tubercolosi. Questa ingente frazione di popolazione rappresenta la sorgente di quasi tutti i futuri casi di tubercolosi perché questi individui infettati dal micobatterio della tubercolosi ospitano il germe nei polmoni per lunghi periodi di tempo, pur non avendo segni di malattia: possono poi sviluppare una tubercolosi attiva in caso di una diminuzione delle difese del sistema immunitario in qualsiasi momento della loro vita. In Italia, nel 2008 sono stati notificati 4.418 casi di tubercolosi: il 73% dei casi totali nazionali notificati provengono dalle regioni Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Nella regione Emilia Romagna nel corso del 2007 sono stati notificati 491 casi di tubercolosi. Secondo il “report” regionale per quanto riguarda il numero di casi di tubercolosi notificati: Bologna presenta il maggior numero di casi, seguita da Reggio Emilia con 14,0 casi/100.000 abitanti ed a seguire Modena con 10,9 casi/100.000 abitanti. In particolare, nella nostra regione sono aumentati il numero di casi di tubercolosi nelle fasce di età giovane-adulta, soprattutto in persone nate all’estero (e soprattutto nella fascia di età compresa tra 15-24 anni).

Le strategie efficaci di controllo della tubercolosi nel nostro Paese dovrebbero comprendere sia il trattamento dei casi di tubercolosi sia l’identificazione ed il trattamento di quei soggetti portatori di una infezione del micobatterio della tubercolosi. “Quindi la prima strategia di controllo è proprio il riconoscimento dei soggetti portatori dell’infezione latente – ha concluso il prof. Luca Richeldi. Recentemente sono stati introdotti nella pratica clinica nuovi test, eseguiti mediante un semplice prelievo di sangue, che permettono di identificare con maggiore accuratezza, rispetto al vecchio test cutaneo tubercolinico, i soggetti infettati. Il Policlinico di Modena ha contribuito significativamente all’avanzamento delle ricerche legate allo sviluppo di questi innovativi test diagnostici: oggi il Laboratorio di Microbiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, tra i primi nel mondo ad applicare nella routine clinica questi test, è all’avanguardia nella diagnostica tubercolare.

Per la natura squisitamente multidisciplinare del problema, il meeting è rivolto a specialisti pneumologi, infettivologi, internisti, pediatri, microbiologi, specialisti in medicina del lavoro, oncologi, medici in formazione e medici di medicina generale.



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