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Reggio, oggi la consegna dei certificati di apprendimento della lingua italiana agli studenti stranieri

Nella provincia di Reggio Emilia, sono 9746 gli studenti stranieri che frequentano le scuole dell’obbligo e superiori. Insieme ai 2717 bambini iscritti alle scuole e nidi d’infanzia, saranno oltre 12.000 i giovani che nei prossimi anni dovranno misurare le proprie capacità e competenze con la società nella quale vivono, che richiede prima di ogni cosa la conoscenza della lingua italiana.

Per agevolare l’apprendimento scolastico a degli studenti migranti, 14 istituti superiori di Reggio Emilia collaborano dal 2008 con Provincia, Fondazione Manodori e Università di Parma in un progetto per lo sviluppo delle competenze linguistiche in italiano. Questa attività prosegue durante l’anno scolastico quella analoga dei corsi estivi di lingua italiana, promossa dal Comune di Reggio Emilia per i nuovi allievi stranieri non ancora inseriti nel contesto scolastico, e si concentra soprattutto sulle competenze che si utilizzano nella scuola, per sviluppare le conoscenze necessarie per lo studio e non solo per comunicare in italiano.

Dei 286 studenti partecipanti ai corsi nel 2010, 123 anno portato a termine il percorso, ottenendo il certificato di conoscenza della lingua italiana. Nonostante la selettività della certificazione, 6 di loro hanno ottenuto anche la lode. I nuovi corsi da poco iniziati, invece, stanno coinvolgendo ben 400 studenti.

Agli studenti degli istituti Galvani, Scaruffi, Nobili, Chierici, Filippo Re e Lombardini che nel 2010 hanno completato con successo gli studi di lingua italiana è stato consegnato oggi, mercoledì 2 febbraio, nella sede municipale, il certificato che attesta il livello di competenza linguistica raggiunto.

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti di istituzioni e scuole promotori di un lavoro in rete che inizia a dare frutti importanti anche dal punto di vista quantitativo, i quali hanno consegnato ai 123 studenti che hanno superato la prova conclusiva il proprio certificato. Erano presenti l’assessore comunale alla Coesione e Sicurezza sociale Franco Corradini, l’assessore provinciale all’Istruzione Ilenia Malavasi, il presidente della Fondazione ‘Pietro Manodori’ Gianni Borghi, Marco Mezzadri per l’università di Parma, Carla Bazzani e Luciano Rondinini dell’Ufficio scolastico regionale, il dirigente scolastico dell’Ipsia Galvani – Sidoli Maria Dall’Asta e la coordinatrice didattica dei corsi Cristina Bonacini.

“Per governare i cambiamenti sociali in atto – ha detto Corradini – occorre uno sforzo corale di istituzioni ed enti che contribuiscono alla vita della città, partendo dal valore e dalle positività delle persone. In occasione di questa iniziativa, a Reggio Emilia si è creata una rete diffusa di soggetti che testimonia il grande potenziale della città ed ha realizzato un progetto che, in questi termini, è unico in Italia.” Corradini ha voluto inoltre ricordare la battaglia, che vede in prima fila gli enti locali, per concedere la cittadinanza ai giovani nati in Italia, che sono oltre il 43% degli studenti: “dare anche a loro le stesse opportunità che hanno i loro coetanei è fondamentale”, ha concluso.

Queste parole hanno trovato conferma nell’emozionata testimonianza di Iatco Iacob, studente dell’Iti Nobili, e di Iulia Carimova, dello Scaruffi, dal 2007 in Italia, la quale ha ricordato che per superare le difficoltà di apprendimento della lingua è stato importante il sostegno di compagni di classe e professori.

L’assessore Malavasi ha ricordato come nella provincia di Reggio la presenza di stranieri sia sempre più rilevante e che occorre offrire a ognuno una scuola di qualità, sottolineando che “il cambiamento deve essere gestito con il contributo di tutti.”

Anche Borghi e Mezzadri hanno messo in evidenza l’alto livello qualitativo del progetto. Borghi ha inoltre ricordato la propria esperienza personale: “anch’io sono stato un migrante – ha detto – e ho imparato che la prima cosa da conoscere per capire il mondo nel quale ci si trova è proprio la lingua.” Un’affermazione ripresa in conclusione da Rondinini, che ha citato Don Milani quando sosteneva che “solo la lingua ci fa uguali”.

LA CERTIFICAZIONE IN LINGUA ITALIANA “ITALSTUDIO”

La certificazione ‘Italstudio’ è rilasciata dal Dipartimento di italianistica dell’Università di Parma in collaborazione con il Laboratorio Itals dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università per Stranieri di Siena. La certificazione risulta essere il momento conclusivo dei percorsi di formazione linguistica che la rete di scuole ha messo in atto per assistere e sostenere gli istituti secondari di secondo grado nei processi di integrazione degli studenti non italofoni e per aiutare questi ultimi a conseguire obiettivi di qualità nei loro percorsi scolastici. Questi processi favoriscono l’affermarsi di condizioni per migliori opportunità di inserimento sociale, di studio e lavoro futuro, oltre che di vivere nella scuola, studenti e docenti, in un contesto di benessere dell’apprendimento.

La certificazione Italstudio ha preso in esame due dei livelli linguistico-comunicativi stabiliti dalle istituzioni europee, il livello A2 e il livello B1, adeguandone le competenze descritte al contesto scolastico.

Il test è composto da quattro sezioni: – ascolto, in cui viene proposto l’audio della simulazione di una lezione frontale basata su un argomento con carattere non specialistico scelto tra diversi ambiti disciplinari (storico, geografico, letterario, scientifico, tecnologico, dell’educazione civica e ambientale)

– lettura, basata su un testo manipolato e facilitato tratto da manuali per la scuola secondaria, riviste di carattere divulgativo di diversi ambiti scientifici, testi scritti ad hoc, ecc. – uso della lingua, costituita da un’attività di completamento

– produzione scritta, in cui il candidato deve dimostrare di saper redigere un testo narrativo, descrittivo o espositivo

A maggio 2010, hanno sostenuto la certificazione sei scuole per un totale di 286 studenti: 225 hanno svolto il test di livello B1 e 61 quello di livello A2.

La prova di livello B1 è stata superata da 97 studenti (43,11%), di cui 5 con lode, mentre sono 26 gli studenti che hanno riportato esito positivo nel test di livello A2 (37,70%), di cui uno con lode.

La certificazione è particolarmente rigorosa e pone il livello di sufficienza al di sopra di quanto normalmente avviene nelle valutazioni interne alla scuola. Ciò comporta una percentuale maggiore di insuccesso, che può in molti casi tradursi in un voto di sufficienza per le valutazioni scolastiche. Infatti, il percorso relativo all’apprendimento della lingua italiana è inserito nel piano educativo personale (Pep) del singolo studente.

All’esame di certificazione è stata sottoposta la quasi totalità degli studenti iscritti ai corsi promossi attraverso il progetto di rete finanziato dalla Fondazione Manodori. Il buon esito della prova di certificazione è risultato spesso collegato a un’assidua frequenza dei corsi di italiano offerti.

















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