Mercato coperto di Reggio: nuova installazione artistica sulla facciata di via Emilia


È stata installata – in occasione di Cinetica, la rassegna organizzata dal Comune di Reggio che porta il cinema nelle piazze e nelle strade del centro – la terza opera posta sulla grande tela che copre la facciata del Mercato coperto, nell’ambito del progetto “Per un ponteggio” realizzato dagli studenti dell’Accademia di belle arti di Brera in collaborazione con Reggio Children e l’Istituzione nidi e scuole d’infanzia del Comune. Il ciclo di installazioni accompagna la riqualificazione della storica galleria del Mercato coperto.

L’opera – presentata al pubblico dall’assessore alla cultura Giovanni Catellani e dall’autore Alessandro Mazzoni dell’Accademia di Belle Arti di Brera, insieme a Carla Rinaldi, presidente di Reggio Children, e Claudia Giudici, presidente l’Istituzione nidi e scuole d’infanzia del Comune – è un’installazione video dal titolo “Il pescatore e sua moglie” che, come già le opere precedenti, esplora il tema del desiderio attraverso la rivisitazione di una famosa fiaba popolare dei fratelli Grimm.

Il video verrà proiettato fino a dicembre tutte le sere sulla facciata di via Emilia San Pietro 14 inizialmente dalle ore 20.30 alle ore 22.30. Con l’accorciarsi delle giornate la proiezione verrà man mano anticipata fino a coprire la fascia 18.30-21.30.

IL PESCATORE E SUA MOGLIE – nota dell’autore

Il pescatore e sua moglie è un video che ha come scopo principale quello di inscenare, cioè di rendere presente nel mondo, l’inesplicabile senso del Desiderio.Il primo passo che mi ha condotto alla realizzazione finale del video è stata l’idea di narrare una fiaba. La fiaba, così come il mito o il racconto popolare, è portatrice del Desiderio umano, rappresenta la necessità eterna dell’uomo di raggiungere la parte più recondita e sconosciuta della propria anima, il mistero del mondo che lo circonda; un mistero dai contorni sfumati che egli non riesce mai ad afferrare nel suo complesso e che lascia continuamente aperta la porta a numerose interpretazioni, a diversi livelli di lettura. Penso che un’opera di arte pubblica, rivolta quindi alla popolazione, debba poter avere diverse chiavi di lettura, diversi possibili livelli di fruizione. La fiaba si presta perfettamente a tale scopo, dal momento che essa non ha età; non conosce né nascita e né morte ma racconta quelle storie che non sono mai accadute e che eppure sono state, sono, e saranno sempre parte di ognuno di noi. Un bimbo, un giovane o un vecchio troveranno sempre un qualcosa che parla di loro all’interno di una fiaba, nonostante le diverse visioni e le diverse età. La fiaba è un momento, un luogo, di transizione fra il lato oscuro di noi stessi e la chiarezza della realtà sensibile; é un cerchio magico nel quale notte e giorno si incontrano; é una gigantesca menzogna che ci parla della verità. La fiaba è inoltre momento di socialità, di comunicazione e trasmissione di un’esperienza (un momento che purtroppo oggi è quasi scomparso, soppiantato da una televisione sempre più scevra di contenuti che non permette nessun tipo di elaborazione creativa). Con questa opera Il mio intento è quello di ridare al racconto il senso e l’importanza che merita, poiché l’uomo ha sempre avuto bisogno di narrare, di immaginare, di interpretare, in particolar modo in una realtà come quella che viviamo ai giorni nostri. La fiaba sulla quale ho focalizzato la mia attenzione è Il pescatore e sua moglie dei fratelli Grimm. La mia scelta è stata determinata principalmente dal piacere, nel senso che fra le numerose fiabe contenute nella raccolta, era quella che mi trasmetteva più pathos. Solo in un secondo momento mi sono reso conto che il tema stesso della fiaba era il Desiderio: il Desiderio il di una donna che, sfuggito al controllo della ragione, la porta a non accontentarsi più di ciò che già possiede e ad esigere sempre più beni materiali, barattati però con i valori umani che aveva inizialmente e che finirà per perdere. Il pescatore e sua moglie è una fiaba ricca di immagini, colori, atmosfere, tensioni. Il video è una rielaborazione di tali contenuti attraverso l’uso della materia, dei pigmenti, del gesto,della parola, della musica. Il mio intento è stato quello di trasporre a livello sensoriale (uditivo e visivo) il senso più profondo della fiaba, nonché il climax di tensione che si accumula nello svolgersi del racconto. Potrei dilungarmi nella spiegazione delle mie scelte o degli aspetti più tecnici ma l’arte, proprio come accade per la fiaba, se vien troppo analizzata dall’occhio critico della razionalità, finisce per perdere quel senso di mistero che è la sua primaria fonte di vita.