Parlare o ascoltare discorsi sul dolore, fino a provarlo sulla propria pelle. Così come il placebo, suo gemello buono, l’effetto ‘nocebo’ esiste e può durare anche alcuni giorni, secondo un team di scienziati dell’università di Amburgo (Germania). Per l’uomo non è solo possibile sentirsi meglio assumendo un farmaco privo di principio attivo, dunque, ma anche l’esatto contrario. Arne May e il suo team hanno sperimentato l’effetto nocebo su 38 volontari, per un periodo di sei giorni. A metà dei partecipanti è stato detto che sul loro braccio sarebbe stato applicato un getto di calore sempre più intenso, mentre ai rimanenti volontari non è stato detto nulla. In realtà, lo stimolo caldo è rimasto leggero e identico per tutto il test.

I risultati hanno rivelato che il primo gruppo aveva riportato livelli più alti e costanti di dolore, mentre il secondo era apparso meno ‘preso’ dal dolore e, anzi, quasi abituato allo stimolo dopo qualche tempo. Queste rilevazioni sono state confermate da esami che hanno evidenziato, nel primo campione, un aumento dell’attività dell’area del cervello coinvolta nella percezione del dolore. “Non mi aspettavo – confessa May – che dare informazioni negative e ‘spaventose’ per cinque minuti potesse avere un effetto fino a una settimana dopo”.

Fonte: Adnkronos



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