Legambiente sulla viabilità a Rivalta




“Quello che finora è stato proposto – dichiara il dott. Massimo Becchi Presidente di Legambiente Reggio Emilia – più che una soluzione trasportistica per i problemi di Rivalta sembra solo un pagliativo frutto di una povertà di idee a dir poco sconsolante”. “Rivalta vede convergere nella sua piccola rotonda la statale 63 e l’asse della Val’d’Enza che portano circa 2650 auto a transitare nell’ora di punta (7,30-8,30). Dalla montagna arrivano poco più di 400 auto, mentre 1150 circa arrivano dalla Val d’Enza. Questi dati sono il frutto di analisi fatte fare dal Comune a ditte specializzate sia nel 2007 che nel 2009. Appare quindi anomalo che il Comune proponga di deviare il flusso minore con una bretellina che dalla statale per la montagna lo scarica su via del Buracchione senza considerare che intanto il centro di Rivalta avrebbe un calo stimato solo del 4-5 % delle auto, mentre tutto il resto resterebbe immutato. Quello che serve per risolvere il problema trasportistico a Rivalta è togliere il traffico della Val d’Enza portandolo direttamente sulla ex statale 63 e parte di quello della montagna, che può essere fatto con un parcheggio scambiatore all’altezza della vasca di Corbelli e in aggiunta eventualmente ad una terza corsia a fianco della strada esistente che si raccordi con via del Buracchione. Quello che si è fatto fino ad oggi è stato tentare invano di utilizzare l’asse e l’aveo del Crostolo per creare una viabilità alternativa, che puntualmente si è scontrato con vincoli urbanistici ed ambientali, tanto che dalle prime discussione a metà degli anni ’90 si sta ancora ragionando di questo problema. Sarebbe stato molto più semplice passare ad ovest di Rivalta, verso al Val d’Enza dove l’orografia del terreno permette di costruire una strada in trincea e con un tunnel passare sotto la zona della chiesa di Rivalta per allacciarsi poi all’asse della Val d’Enza. Ormai sempre più soluzioni viabilistiche a Reggio dovranno fare i conti con il costruito e la necessità di realizzare dei tunnel sarà inevitabile, soluzioni più costose delle tradizionali ma di minor impatto ambientale e sociale”.

Resta il fato che comunque si ragioni sempre e solo di investire soldi in nuove strade, molte delle quali i reggiani non hanno capito a chi servono. E’ il caso della tangenziale di Canali e della viabilità sud di Reggio, realizzate seguando logiche vecchie e miopi che hanno fatto sperperare denaro pubblico senza risolvere i problemi, mentre gli autobus restano bloccati nel traffico, con una media di 21,77 km/h nel 2009 ovvero poco dissimile da una bicicletta, e un calo costante degli utenti passati da 98 viaggi/anno per abitante ai 73 del 2009, situazione che si traduce in una copertura dei costi del solo 26,7 % attraverso i titoli di viaggio.