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Sit Car, il Pd: “Possibile una soluzione condivisa”

sitcarIl Pd di Formigine sulla crisi della Sit Car: “L’evoluzione, purtroppo estremamente negativa, della vertenza dei lavoratori della Sit Car di Casinalbo, si colloca in un quadro generale sicuramente non incoraggiante, nonostante esponenti autorevoli del governo del centrodestra si ostinino a negare la realtà, preconizzando l’imminente uscita dalla crisi.

I dati della Camera di Commercio di Modena, nella loro crudezza, sono impietosi: se nel 2007 erano stati 58 i fallimenti di imprese modenesi, salgono a 103 nel 2008 e nei primi nove mesi del 2009 sono 117, con un aumento del 95%. E’ questo succede a Modena, uno dei territori più ricchi e più sviluppati d’Italia e d’Europa.

Che dei lavoratori, per porre all’attenzione dell’opinione pubblica il rischio di perdere il posto di lavoro, debbano stazionare sul tetto di una fabbrica, è indicativo della sottovalutazione generale dei rischi che non solo quei lavoratori, ma la società modenese stessa sta correndo.

Dalle notizie, si apprende che l’azienda preferirebbe trasferire il reparto all’estero. Ci permettiamo di suggerire un momento di riflessione, perché se la delocalizzazione interessa anche numeri tutto sommato piccoli (dalle informazioni la mobilità riguarderebbe circa 10 persone) come in questo caso, riteniamo che si stia andando oltre il livello di guardia. La forza del nostro territorio, è data da un sistema socio-economico basato sul distretto e quindi da una rete di rapporti fra aziende e istituzioni, fra le aziende stesse, fra aziende, sindacati e associazionismo.

 Delocalizzare solo sulla base di condizioni di minor costo del lavoro, non è detto che significhi maggiore convenienza economica e garanzia dei medesimi livelli di qualità del prodotto. Di solito dove il lavoro costa poco e pochissimo, ci sono anche meno garanzie, meno formazione, meno qualità sociale. Una delocalizzazione finisce quindi per impoverire il territorio da dove viene tolta la produzione, ma non arricchisce quello dove viene a collocarsi.

Tanto che anche negli ultimi anni non sono poche le aziende che dopo aver delocalizzato, sono tornate sui loro passi. Esprimiamo solidarietà ai lavoratori e intendiamo incoraggiare il dialogo tra l’azienda, le parti sociali e le istituzioni affinché insieme si trovi la soluzione e si possa individuare la strategia per uscire dalla crisi con livelli di sviluppo e crescita superiori. Siamo convinti che insieme questo obiettivo sia possibile. Certo tutto sarebbe più facile se il governo, invece della strategia dell’attesa, prendesse finalmente atto che da una crisi come questa si esce attivandosi e non aspettando che passi. Siamo sicuri che le istituzioni locali, a partire dal Comune di Formigine e dalla Regione, non mancheranno di intervenire per salvaguardare il lavoro e le imprese”.
















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