prcRifondazione comunista rimane fermamente contraria all’insediamento di un mega deposito di gas nel territorio di Rivara. Non sarà certo un nuovo progetto o una maggiore attenzione sulla sicurezza dell’impianto, per ora solo dichiarata e tutta da dimostrare, a modificare la nostra posizione.

La gestione del territorio, delle sue infrastrutture e della sua vocazione produttiva sono scelte squisitamente politiche e non solo tecniche, e i cittadini e le istituzioni hanno già detto, con motivazioni politiche e tecniche, che il maxideposito gas non è gradito. Tutti i più grandi disastri ambientali italiani presentavano progetti perfetti dal punto di vista tecnico e rispettosi delle leggi, salvo poi essere smentiti dalle leggi della natura. Bene, l’Area Nord si risparmia volentieri questo rischio.

Anche perché le principali problematiche legate alla realizzazione del deposito sono dovute in gran parte alla conformità del territorio, zona densamente popolata e a rischio sismico, difficilmente superabili. Da sempre siamo convinti che un simile progetto non sia strategico per il paese ma abbia scopi esclusivamente speculativi.

E se l’assoluta sicurezza dell’impianto è elemento imprescindibile nella valutazione del progetto non è comunque l’ unico. Di pari importanza sono la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, specie in un territorio già ora fortemente inquinato e sul quale gravano altri progetti d’insediamento di attività ad alto impatto ambientale che i Sindaci si ostinano a non rivedere: autostrada cispadana, centrale a biomasse, impianto di compostaggio, ampliamento discarica.

Occorre infine riflettere sul fatto che sia possibile continuare a proporre l’insediamento di un impianto in un territorio che, dai cittadini, alle forze politiche, alle forze sociali ha già espresso la propria contrarietà, evidente dimostrazione della perdita di autonomia della politica e della subalternità alle esigenze di profitto delle imprese nel gestire e dirigere lo sviluppo.

Noi continueremo ad opporci a questi progetti calati dall’alto e a rivendicare il diritto dei cittadini ad elaborare una strategia di sviluppo condivisa per una riconversione ecologica dell’economia dove prevalga la volontà di tutelare il territorio, i beni comuni, la salute dei cittadini e l’ambiente.

 

(Stefano Lugli, Segretario Federazione PRC Modena)



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