Sostanzialmente in media con il dato negativo provinciale, l’andamento dell’occupazione rilevato da CNA per le imprese sino a 50 dipendenti dislocate nell’Area Nord, prendendo in considerazione 752 aziende per un totale di circa 3.200 addetti.

L’occupazione, infatti, negli ultimi tre mesi del 2008 risulta in calo del 3,8%. Però, a differenza di quanto avvenuto sul territorio provinciale, il saldo annuale rimane positivo, con un surplus nel saldo avviamenti-cessazioni del +0,8%. Anche la tipologia di posti di lavoro creati a discostarsi dalla media. Infatti calano notevolmente i contratti a tempo determinato (-6,1% contro un -0,4%), a fronte di una crescita del 3,7% dei contratti di apprendistato.

La flessione occupazionale si è concentrata sul quarto trimestre: a settembre, infatti, l’occupazione era ancora in forte crescita (+4,7%), sia pure grazie soprattutto per assunzioni a tempo determinato. Da ottobre in poi, invece, il crollo. Che ha coinvolto in particolare il settore delle costruzioni – l’edilizia perde il -9,% degli occupati – e il manifatturiero, in particolare per quel che riguarda il tessile abbigliamento (-17,7%) e l’agroalimentare (-8,8%). Continua a tenere – e bene – il biomedicale, che registra un aumento degli occupati in percentuale rilevante (+8,8%) anche se poco “pesante” in termini assoluti (tre posti di lavoro in più su base trimestrale, sette nell’arco dell’anno) e che comunque ad inizio 2009 sta già manifestando segnali di sofferenza. Tiene, invece, il commercio e turismo, e complessivamente l’intero comparto dei servizi -1,9% nel trimestre ma +5,9% su base annuale).

Se i dati medi sono più o meno in linea con quelli provinciali, in realtà la crisi pare colpire – come peraltro era nelle attese – soprattutto i lavoratori meno qualificati e, quindi, coloro che li occupano, in particolare i lavoratori stranieri. Infatti, mentre l’occupazione per i lavoratori di casa nostra sale dell’1,6% (-1,3% su base trimestrale), i lavoratori stranieri diminuiscono del 3,9% in ragione d’anno e addirittura del 15,9% nel periodo ottobre-dicembre 2008. Logico effetto di questa contrazione, la riduzione dei cittadini extracomunitari assunti a tempo determinato nell’Area: erano il 14,2% ad inizio anno, scendono al 13,2% al 31 dicembre.
Particolarmente importante la presenza di lavoratori extracomunitari nel biomedicale (29,6%) e nel tessile abbigliamento (23,2%), a conferma di una sorta di “colonizzazione cinese” che porta gli ormai numerosi imprenditori asiatici ad assumere quasi esclusivamente connazionali. Anche l’edilizia, come accade d’altra parte in tutte le aree della provincia, è un settore che impiega molti lavoratori non italiani (17,3%).



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