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Pareri positivi al Piano strutturale comunale di Reggio Emilia

Dopo gli Ordini e i Collegi professionali tecnici, hanno espresso pareri favorevoli al Piano strutturale comunale (Psc) e al Regolamento urbanistico edilizio (Rue) anche sette delle otto Circoscrizioni cittadine (tutte tranne la Prima), l’Arpa e la Commissione edilizia per la qualità architettonica e il paesaggio.

A questi si aggiungerà nei prossimi giorni il parere dell’Asl. Tali pareri sono necessari, prima dell’adozione di Psc e Rue da parte del Consiglio comunale. Dopo l’adozione, anche per questi organi, come per tutti i cittadini e le associazioni, si aprirà la fase delle osservazioni – cinque-sei per consentire una disamina ulteriore e un ulteriore confronto – che precederà l’approvazione definitiva di Psc e Rue.
I pareri espressi non si sono limitati a valutazioni sintetiche, ma contengono importanti e approfondite valutazioni di merito.
Il parere delle Circoscrizioni ad esempio è frutto di un lavoro serio, congiunto, che ha visto il loro coinvolgimento nei 30 gruppi di lavoro sul Piano dei Servizi, mentre da novembre ad oggi si sono svolti 16 incontri e varie assemblee pubbliche, nel corso dei quali sono emersi i bisogni del territorio e contributi importanti alla stesura definitiva del Piano.
La Commissione edilizia, che rappresenta in modo autorevole le professionalità che operano nel settore, è entrata nel merito delle scelte più rilevanti del Piano e su questo esprime chiaramente il proprio punto di vista che costituisce un incoraggiamento a proseguire sulla strada indicata dal Piano stesso. Delle 7 pagine di cui è composto il parere della Commissione edilizia, si riportano di seguito alcuni temi.

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO – Il Psc, scrive la Commissione edilizia, attua il “recupero del ‘senso’ perduto dell’essere città, che è l’esatta antitesi di una sommatoria di comportamenti individualistici o peggio egoistici. In questa direzione è da leggersi il necessario freno a ogni ulteriore espansione della struttura urbana, a nuove forme di dispersione insediativa, a nuovi ingiustificati consumi di territorio”.
Positivi, per la Commissione, l’avere esteso i confini della città storica è da leggersi come tutela e conservazione del patrimonio edilizio, evidenziandone i valori più profondi; la creazione di nuove “piazze” può “contrastare una eccessiva pregressa privatizzazione degli spazi pubblici”; il “dissolvere la storica cesura dei viali di circonvallazione, estendendo l’effetto città tipico del centro storico, fatto di stili di vita e di modelli spaziali, strutturali e funzionali, anche alle prime aree di espansione otto-novecentesca e oltre”.
“Decisamente apprezzabili anche le scelte in tema di Edilizia residenziale sociale, che oltre a riequilibrare la crescita della città pubblica nei confronti di quella privata, colgono quella sorta di ‘rivoluzione culturale’ insita nel concepire l’Ers come servizio pubblico”.
SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO – La Commissione rileva poi la grande attenzione ai temi inerenti la salvaguardia e la valorizzazione del territorio e del paesaggio:

– contenimento della espansione urbanistica e del consumo di territorio
– tutela e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente
– sostenibilità ambientale delle nuove previsioni insediative
– risposte ai bisogni in termini di edilizia residenziale sociale
– salvaguardia e valorizzazione del territorio agricolo
– razionalizzazione degli insediamenti produttivi
– individuazione degli ambiti di riqualificazione e dei poli funzionali
– razionalizzazione programmata delle “delocalizzazioni” volumetriche.
CENTRALITÀ DEL PROGETTO – “E’ chiaramente riconoscibile la volontà di valorizzare e premiare la qualità del progetto e della proposta attuativa, superando il concetto puro e semplice dell’indice edilizio e urbanistico e quindi anteporre il dato qualitativo a quello quantitativo”.
GIOVANI PROFESSIONISTI – Nuovo e positivo il coinvolgimento e la collaborazione dei giovani professionisti reggiani con procedure concorsuali aperte e con l’inserimento negli elaborati del Psc dei loro studi e contributi su tematiche specifiche e su determinati ambiti territoriali.
VILLE-FRAZIONI – Altrettanto importante, per la Commissione, “il nuovo significato di identità attribuito ai nuclei storici delle frazioni, attorno ai quali si è determinato negli ultimi anni il più consistente sviluppo insediativo e non sempre con adeguata organicità di dotazioni infrastrutturali, con necessità quindi di recuperarvi i necessari elementi e valori di riequilibrio territoriale e sociale”.
CONTENIMENTO ESPANSIONE URBANISTICA – “E’ condivisibile, nell’ambito di un più generale obiettivo di contenimento dell’espansione urbanistica e della edificazione, la prevista riduzione degli indici di edificabilità particolarmente elevati (0,60 mq./mq. e 1 mq./mq) in alcuni ambiti consolidati di pregio”, che hanno comportato “fenomeni negativi di impropria sostituzione edilizia con la demolizione di case unifamiliari sostituite dalla nuova costruzione di edifici condominiali”.
AGRICOLTURA – “E’ importante l’attribuzione di un ruolo di eccellenza della agricoltura reggiana, l’esigenza della sua massima valorizzazione e la conseguente conferma dell’indirizzo al recupero degli edifici ex agricoli, evitando o, quanto meno, limitando la possibilità di interventi distruttivi che hanno portato anche alla realizzazione di consistenti ed impropri insediamenti residenziali, a volte veri e propri “villaggi” sparsi nelle nostre campagne”.
AREE DI ESPANSIONE EDILIZIA E INDUSTRIALE – “E’ condivisibile l’individuazione delle due nuove aree di espansione a Fogliano e Pratofontana, con schemi progettuali prefigurati, destinate prioritariamente a consentire la disponibilità di aree a basso costo con la maggior parte dell’indice destinato a ricevere volumetrie da delocalizzare e quote importanti di edilizia residenziale sociale”. Per quanto riguarda l’argomento delle ‘delocalizzazioni’ volumetriche degli edifici da dismettere, vi sono “strumenti progettuali e normativi per poter effettivamente programmare razionalmente il
trasferimento delle volumetrie da delocalizzare in ambiti più precisamente predeterminati”. La individuazione degli ambiti produttivi di Prato-Gavassa e Mancasale da riqualificare e ampliare, con la qualifica di Aree produttive ecologicamente attrezzate “è coerente con le indicazioni del Ptcp e con una più razionale dislocazione sulle principali direttrici di traffico evitando dispersive frammentazioni insediative nel territorio”.
ECOABITA – Psc e Rue, conclude la Commissione edilizia, confermano poi “la volontà dell’Amministrazione di proseguire nella promozione di una sempre maggiore qualità edilizia”, anche con incentivi per le certificazioni energetiche del protocollo Ecoabita.

















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