Carpi: resoconto Consiglio comunale del 25 settembre


Le sedute del Consiglio comunale iniziano di consueto con la discussione delle interrogazioni presentate dai rappresentanti dei cittadini. Così è stato anche nella seduta del civico consesso di Carpi di giovedì 25 settembre.

Luca Ghelfi dei Popolari Liberali verso il Popolo della Libertà ha chiesto conto dell’acquisto da parte del Comune delle sezioni archivio punti e tessuti, parti del Labirinto della moda di Citer, per la cifra di 100 mila euro. “Perché l’amministratore unico della società ha deciso di vendere questo materiale a chi lo supporta finanziariamente? Quali sono le intenzioni dell’amministrazione nei confronti del materiale rimanente? A quale specifico progetto fa riferimento la delibera di acquisizione quando parla di futuro museo della moda? A quanto ammonta lo sforzo economico negli ultimi tre anni del Comune a favore del Citer?”: queste alcune delle domande contenute nella interrogazione di Ghelfi. L’assessore alle Politiche economiche Alberto Allegretti ha precisato, come già fatto peraltro sulla stampa, che l’acquisizione di parte del Labirinto della moda è prevista nel Piano degli investimenti 2008-2010 “e che si aggiunge al consistente patrimonio già in essere del Comune, che comprende pure la sezione etnografica di Palazzo dei Pio, e che non ha molti pari per dimensioni e valore in Italia e forse in Europa.
Non ci sono comunque partite di giro e per definire la cifra ci siamo affidati ad una perizia tecnica. I materiali acquisiti potranno fare parte di una sorta di sezione museale-didattica che sarà al servizio degli operatori del settore ed anche del nuovo soggetto per la moda di cui si sta discutendo assieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi”.

“Si tratta di spiegazioni solo formali – ha chiosato Ghelfi – non cambia la sostanza della vicenda, un finanziamento surrettizio al Citer: e finirà che si comprerà il tutto la Fondazione Cassa di Risparmio e magari ci faremo un affare…Rimangono i dubbi”.
Lorena Borsari (Italia dei Valori) ha invece interrogato l’ente locale sul fatto se vengano iscritti e frequentino nidi, materne o le scuole dell’obbligo minori di provenienza clandestina e quali siano le disposizioni di legge nazionali al riguardo. L’assessore alle Politiche scolastiche Maria Cleofe Filippi ha ribadito che non esistono bambini clandestini nelle scuole carpigiane e ha portato all’attenzione dell’uditorio le norme che regolano la questione, “comprese in un Dpr del 1999 che nessuna legislazione successiva ha mai modificato e che prevede che il minore debba essere costretto all’assolvimento dell’obbligo scolastico”. Filippi ha poi spiegato come si comporta l’amministrazione locale quando a chiedere di iscriversi è un minore straniero enumerando tutte le iniziative esistenti per favorire la massima integrazione, anche agli adulti, e per la trasmissione della lingua d’origine ai minori.