Carpi: tenta il suicidio in un camper, salvato dai carabinieri in extremis


Erano le 15.30 circa di venerdì scorso quando una telefonata è giunta alla Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Carpi, segnalando la presenza di una persona che, in stato di alterazione, stava tentando il suicidio all’interno di un camper parcheggiato nel Piazzale delle Piscine.

Immediatamente un equipaggio della Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Carpi, composto dal Vicebrigadiere Boerci Armando ed dall’Appuntato Scelto De Ruvo Giuseppe, si è portato sul posto per una verifica, individuando il mezzo con a bordo un soggetto di sesso maschile – identificato poi in un 46enne di origine parmense – che, barricatosi all’interno del mezzo, impugnava un grosso coltello da cucina con lama di cm. 19, e minacciava di togliersi la vita.

Il soggetto, in evidente stato di alterazione psichica, dopo essersi procurato ferite da taglio al polso sinistro, ha rifiutato di far entrare i militari nonostante le continue richieste ed i tentativi effettuati di ricondurlo alla ragione.

Solo dopo una delicata trattativa, non senza momenti di tensione, i carabinieri, acquisita la fiducia dell’aspirante suicida, sono riusciti a convincerlo ad aprire la porta e ad entrare nel camper.

Una volta dentro però, il soggetto, in evidente stato di agitazione e palesemente ferito, ha rifiutato di consegnare l’arma ai militari operanti costringendoli a bloccarlo e disarmarlo, evitando che questi potesse portare a compimento l’insano gesto.

Una volta bloccato, i militari hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, che ha trasportato l’uomo prima presso il locale ospedale Ramazzini per le immediate cure e, successivamente, trasferendolo presso il Reparto di Psichiatria del Policlinico di Modena per effettuare un prescritto Trattamento sanitario obbligatorio.

Dai successivi accertamenti è emerso che l’insano gesto sarebbe attribuibile ad una crisi depressiva determinata dalla recente interruzione della relazione sentimentale con propria fidanzata. Tra l’altro il soggetto risulterebbe già noto alle competenti autorità sanitarie in quanto in cura per “etilismo”.