«Controllare assiduamente il territorio; punire coloro che alimentano il lavoro irregolare; migliorare i servizi di accoglienza e integrazione degli immigrati». Sono le tre azioni che, secondo Pasquale Coscia, componente della segreteria provinciale della Cisl, occorre mettere in atto per contrastare la clandestinità nella nostra provincia. La presa di posizione di Coscia fa seguito allo studio del Sole 24 Ore sulla presenza di immigrati clandestini in Italia, studio che vede Modena al terzo posto della classifica nazionale, con 25,5 stranieri irregolari ogni mille abitanti.
«Credo che uno dei motivi della forte presenza di clandestini si spieghi con il fatto che le nostre imprese richiedono ancora manodopera – afferma il segretario della Cisl – Lo conferma anche il dato sugli avviamenti al lavoro: nel 2007 a Modena sono stati assunti 41.075 stranieri, pari al 35 per cento del totale degli avviamenti. Nel 2006 erano stati avviati 29.675 immigrati. Il tessuto economico modenese ha bisogno di persone disposte a svolgere attività e mansioni per le quali i modenesi non sono più disponibili».
Coscia osserva che per molti immigrati spesso la clandestinità non è una scelta, ma una condizione obbligata dalle lunghezze burocratiche necessarie per ottenere il permesso di soggiorno. «Nelle settimane scorse la Corte dei Conti ha rilevato che per mettersi in regola a uno straniero occorrono, quando va bene, da otto a dieci mesi. È chiaro che in questo lasso di tempo l’immigrato è quasi costretto ad arrangiarsi come può, anche se questo non giustifica chi delinque. La legalità, infatti, è la condizione fondamentale per una buona integrazione sociale. Non può essere considerato inserito l’immigrato che non accetta pienamente il principio della legalità e non rispetta le leggi italiane».
Per Coscia, quindi, chi delinque va contrastato in modo deciso ed efficace, ma tenendo presente che clandestinità non significa automaticamente criminalità. «Diciamo no all’equazione clandestino-delinquente, non per partito preso ma sulla base della nostra esperienza quotidiana – dichiara l’esponente Cisl, che poi aggiunge – I ricongiungimenti familiari sono uno strumento che, restituendo serenità e affetti all’immigrato, esprimono anche la sua sincera volontà d’integrarsi. Per questo vanno sviluppati i servizi di accoglienza e integrazione delle famiglie. Modena – conclude il segretario Cisl – deve tutelare e sostenere chi sceglie di mettersi in regola e vivere onestamente del proprio lavoro».


