Si è tenuta nei giorni scorsi nella sede municipale una giornata di formazione sul tema della violenza sulle donne, promossa dal Tavolo interistituzionale di contrasto sulla violenza alle donne, organismo di coordinamento promosso a Reggio Emilia dall’assessorato comunale Diritti di cittadinanza e Pari opportunità che riunisce associazione Nondasola, Ausl, azienda ospedaliera Santa Maria Nuova, Forum Donne giuriste, Ordine degli avvocati, Questura, Arma dei Carabinieri, Procura della Repubblica, Prefettura, Ufficio scolastico provinciale.
L’incontro – al quale hanno partecipato tutti i componenti del Tavolo – è stata aperto dal sindaco Graziano Delrio e dall’assessore comunale ai Diritti di cittadinanza e Pari opportunità Gina Pedroni. Sono intervenuti Alessandra Campani (associazione Nondasola e Casa delle donne), Elena Orlandini (Polo territoriale uno), Anna Maria Ferrari, Manuela Burani (Asmn), Cristina Marchesi (Ausl), Enrica Sassi (Ordine degli avvocati), Giovanna Fava (Forum donne giuriste), Maria Rita Pantani (Procura della Repubblica) e rappresentanti di questura, carabinieri, e ufficio scolastico provinciale.
Nel suo intervento, il sindaco Delrio ha tra l’altro sottolineato quanto l’Amministrazione comunale ritenga “non negoziabili” alcuni principi quali il rispetto della persona, il contrasto alla violenza in qualsiasi forma si manifesti e la tutela di donne e minori, maggiormente esposti a tali rischi.
Gina Pedroni ha ripercorso le drammatiche motivazioni che hanno portato all’istituzione del Tavolo – violenza contro le donne in aumento e prima causa di morte tra le donne giovani, coinvolgimento di minori nei maltrattamenti – gli obiettivi e il percorso di questo importante organismo che produrrà entro giugno un Protocollo operativo per coinvolgere ogni soggetto partecipante con precise funzioni e modalità.
Alessandra Campani – dell’associazione ‘Non da sola’, che gestisce a Reggio il Centro antiviolenza – ha ripercorso la storia del Centro ed illustrato come operano tali strutture in campo regionale e nazionale, indicando gli ambiti prioritari in cui intervenire: studio del fenomeno, sinergie per elaborare interventi efficaci, campagne mediatiche, percorsi di aiuto e sostegno concreto alle donne, di formazione, prevenzione e sensibilizzazione al tema. Campani ha infine sottolineato l’importanza della creazione un clima di fiducia nelle donne, che induca a denunciare le violenze (attualmente solo il 14% lo fa) e auspicato che in futuro siano istituite aree dedicate a questa tematica in Procura e in Tribunale.
Sono poi seguiti gli interventi di rappresentanti degli organismi presenti:
Elena Orlandini, dei Poli di servizio sociale comunali, ha illustrato i percorsi di accoglienza, progettazione familiare e di territorio a sostegno delle donne e dei loro bambini; descritto le metodologie di lavoro che utilizzate nelle varie fasi del maltrattamento e le sinergie attivate con le altre istituzioni coinvolte, sottolineando quanto sia faticoso conciliare il dovere di tutela dei bambini per progettare una rete di supporto e protezione adeguata. Per una donna è molto difficile uscire da una situazione di violenza ed il servizio si è mobilitato per trovare risposte anche in ambito abitativo e lavorativo.
Anna Maria Ferrari e Manuela Burani del dipartimento di Emergenza del Santa Maria Nuova, hanno illustrato gli interventi del Pronto Soccorso, che garantisce l’anonimato e la Privacy, cerca di non “vittimizzare” le donne, notifica l’accaduto alle Forze dell’ordine. Hanno inoltre ricordato che si è messo a punto un percorso intra ospedaliero che prevede dimissione protetta e supporto psicologico.
Cristina Marchesi, responsabile del dipartimento Cure primarie della Ausl, ha illustrato la rilevanza del fenomeno violenza e quanto riguardi tutti gli aspetti della salute e della vita della persona, coinvolgendo pediatri, medici di base e del dipartimento Salute donna. Ha sottolineato come gli impegni maggiori riguardino l’accoglienza e l’aiuto, la formazione, la connessione con la rete, la costruzione di una banca dati. Ha posto poi ai presenti un importante interrogativo sulla tutela delle donne migranti e lo studio del fenomeno nelle culture “altre”, ormai molto presenti nella realtà reggiana.
Enrica Sassi, dell’Ordine degli avvocati, ha approfondito il concetto di ‘Stalking’ (minacce e persecuzione continua della donna in varie forme), definendolo “emergente e complesso” da fronteggiare, poiché nel nostro Paese è ancora assente una legislazione specifica.
Giovanna Fava ha approfondito aspetti psicologici e giuridici e illustrato prassi di sostegno, prevenzione e ‘riparative’. Si è soffermata sulla legislazione e sulla rete che si è creata con i servizi del territorio.
Il Pubblico ministero Mariarita Pantani ha descritto l’organizzazione della Giustizia riguardo al tema e il collegamento delle varie procedure con altri servizi cittadini (servizi sociali e sanitari, scuola, Centro antiviolenza), approfondendo i vari articoli di Legge. Ha poi descritto la fasi di un caso specifico: dalla segnalazione/denuncia, che può essere fatta da una Istituzione o da privati in forma anonima, all’iscrizione nel Registro degli indagati, alla fase di indagine vera e propria che coinvolge famiglia, parenti, scuola, istituzioni. La Pantani ha poi descritto il significato di “ordine di protezione “ e “ordine di allontanamento”, sottolineando la complessità della materia applicata ai cittadini migranti.
Capocasa della Questura ha illustrato le misure di contrasto allo Stalking a livello nazionale, la presenza di squadre mobili specializzate per reati contro la persona nei centri maggiori e ha sottolineato l’importanza del rapporto di fiducia con le vittime di violenza e della concertazione sempre più stretta tra i vari soggetti presenti.
Il Capitano Mercurio dei Carabinieri ha specificato che per la loro realtà, il riferimento per queste tematiche sono i comandanti di Compagnia e ha evidenziato la difficoltà a rendere omogenea la prassi di lavoro su tutto il territorio provinciale.
Vincenzo Aiello, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, ha richiamato l’attenzione sugli aspetti culturali del problema e sul ruolo della scuola nell’educazione al rispetto e alla non violenza delle giovani generazioni.
E’ poi seguito un dibattito sui vari aspetti emersi nelle comunicazioni della giornata che ha visto gli interlocutori presenti impegnati alla ricerca di un linguaggio e di orientamenti comuni dal punto di vista analitico e operativo.


