La condotta della maggior parte dei consiglieri “anime cattoliche” del neo PD in occasione del recente voto di solidarietà a Papa Benedetto XVI dopo i fatti de “la Sapienza”, la dice lunga sulla sorte dei futuri dibattiti sulle questioni etiche che si affronteranno nell’aula consiliare. Il divieto ai consiglieri di votare in maniera difforme dal dictat del gruppo consiliare del PD, pena l’espulsione dopo tre voti difformi, ha rivelato quanto la Margherita si sia consegnata in ostaggio ad un DS che la fa da padrone.
Il fatto che le anime cattoliche si siano defilate dalla discussione e dalla votazione, negando così la loro solidarietà al Pontefice, ne è la prova provata. Ora, caro Lettieri e cara Vandelli , la questione è di coscienza e di coerenza, non è né di stile né tanto meno di stumentalizzazione. Pretendere di liquidarla così da parte di chi , per mille distinguo , bisogno di dormire o quant’altro, non ha riconosciuto come prioritario stare in aula, e votare la solidarietà al Santo Padre, dopo averla spacciata “come gesto necessario” dalle pagine dei quotidiani, si commenta da sé. Gli stessi Fabrizio Tincani(uniti per Sassuolo-Margherita) e Corrado Scalabrini, ex segratario della Margherita di Sassuolo, dopo aver preso le distanze dal gruppo del PD , dove è stridente l’inconcilibailità delle posizioni delle anime cattoliche con quelle degli ex comunisti, hanno approvato appieno il nostro ordine del giorno, scevro da qualsiasi rigidità e al quale, preciso per onestà intellettuale, la maggioranza non ha formalmente presentato alcun emendamento. Qui non si tratta di Guelfi e Ghibellini, ma di affidabilità e credibilità. Quella affidabilità e credibilità che sono vistosamente in gioco per i politici di ispirazione cristiana che, su certi temi, non sanno fare una scelta trasversale rispetto agli schieramenti politici di appartenenza. È questione di coscienza.
(Il Consigliere comunale di Forza Italia a Sassuolo, Claudia Severi)


