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Contratto metalmeccanici: da lunedì al via 600 assemblee

Cominciano lunedì prossimo 28 gennaio le assemblee indette da Fim-Fiom-Uilm di Modena per illustrare ai lavoratori l’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Sono previste oltre 600 assemblee e incontri nelle aziende modenesi aderenti a Federmeccanica e Confapi in vista del referendum, in programma il 25, 26 e 27 febbraio, attraverso il quale i metalmeccanici potranno esprimere il loro parere sull’accordo raggiunto domenica scorsa 20 gennaio.

Ne dà notizia la Fim-Cisl di Modena, dichiarandosi soddisfatta per l’esito finale della trattativa. «Il risultato più importante è quello relativo al salario – commenta il segretario provinciale della Fim Claudio Mattiello – L’accordo prevede un aumento di 127 euro al quinto livello riparametrato, erogato in tre tranches: 60 euro dal 1° gennaio 2008, 37 euro dal 1° gennaio 2009 e 30 euro dal 1° settembre 2009. Inoltre a marzo 2008 ci sarà una una-tantum di 300 euro. Oltre al salario – continua Mattiello – abbiamo normato alcuni aspetti che erano in piattaforma e altri, come il rinnovo dell’inquadramento unico, che saranno normati entro il 2009».
La valutazione dei metalmeccanici Cisl è positiva in quanto i sindacati hanno ottenuto più diritti in un momento politico particolare, contraddistinto anche dagli atteggiamenti provocatori di Federmeccanica e Fiat. «A un certo punto – ricorda il segretario Fim – abbiamo pensato che la trattativa potesse saltare per volontà di qualcuno che voleva a tutti i costi raggiungere obiettivi per noi inaccettabili, come le richieste di aumento dell’orario di lavoro e della flessibilità. Alcuni aspetti dell’accordo forse non colgono in pieno le aspettative dei lavoratori, ma dobbiamo considerare che questa ipotesi, raggiunta anche la mediazione del ministro Damiano, è quanto di meglio si poteva ottenere in questo momento. Alla luce della caduta del governo Prodi – conclude Mattiello – credo che, se non avessimo trovato l’accordo domenica scorsa, oggi avremmo un problema in più».

















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