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Bologna: Venturi (PdCI in Provincia) su celebrazioni del Podestà fascista

Ritengo un autentico errore la decisione dell’Amministrazione di Ozzano di celebrare il Podestà fascista nella Giornata Nazionale della Memoria. Manifesto il mio disappunto in merito all’impostazione dell’iniziativa tutta basata a ricordare in positivo un Podestà fascista.


Voglio fare un breve accenno storico, tanto per ricordare.
Nell’Ottobre del 1920, alle elezioni amministrative di Ozzano viene eletto Sindaco il socialista Ettore Nardi, il 2 luglio del 1921 i fascisti lo uccidono massacrandolo di pugnalate. Il 23 agosto del 1922 il Prefetto di Bologna scioglie le Giunte e i Consigli Comunali, eletti democraticamente, e fino al 1923 si insedia il Commissario Prefettizio e un nuovo consiglio comunale senza socialisti e comunisti. Queste operazioni vengono eseguite in tutto il Paese. A Ozzano il Commissario Prefettizio resta in carica fino fino al 22 marzo del 1927, cioè fino all’insediamento del primo Podestà , Cav. Giuseppe Barilli. Pochi anni dopo gli succederà il nuovo Podestà Giovanni Pignatti.
Ma è dopo l’8 settembre del 1943, che Ozzano conosce l’apice della violenza fascista.
I fascisti ozzanesi portano le truppe tedesche nelle zone abitate delle colline per rastrellare i civili, e deportarli in Germania. Giovani civili, uomini, donne, vecchi, bambini, sul crinale trovano le mitragliatrici tedesche. Queste vittime sono sepolte nella parte vecchia del cimitero di Ozzano.
I documenti storici testimoniano le responsabilità politiche del Podestà.
Chiedo pertanto al Sindaco di Ozzano, Loretta Masotti: queste responsabilità saranno illustrate ai giovani studenti? Il lavoro di ricerca storica da parte dei docenti comprende le gravi responsabilità politiche del Podestà riguardo a quei tragici avvenimenti perpetrati dai tedeschi e dai fascisti, o si parla solo di quell’unico episodio che riguarda il salvataggio di una famiglia di ebrei?

Momenti di approfondimento storico, presentazione o illustrazione di documentazione riguardo quel nero periodo dell’Italia, penso che siano di estrema importanza soprattutto quando queste iniziative coinvolgono le giovani generazioni; la storia del novecento, la Resistenza antifascista, ciò che ha comportato il fascismo nel nostro Paese, sono temi che non devono essere messi da parte o sottaciuti anzi sostengo che purtroppo nei programmi scolastici questo pezzo di storia del novecento non trova sufficiente spazio.

(Consigliere Provinciale del PdCI Giovanni Venturi)

















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