E’ un giudizio positivo quello sull’Accordo del 23 luglio (protocollo pensioni, welfare e mercato del lavoro) che hanno ribadito stamattina in conferenza stampa i tre segretari modenesi di Cgil, Cisl e Uil Donato Pivanti, Francesco Falcone e Luigi Tollari.
Un giudizio positivo che si accompagna all’invito a tutti i lavoratori e le lavoratrici e ai pensionati e alle pensionate modenesi a partecipare alle
centinaia di assemblee di consultazione che si apriranno dalla prossima settimana, legittimando l’Accordo con il loro voto libero e democratico.
“E’ stato un accordo costruito unitariamente con grande pazienza – commenta Francesco Falcone segretario Cisl – si muove nel solco della concertazione che anche in passato ha saputo dare risposte ai problemi di risanamento e
sviluppo del nostro Paese”.
“L’accordo – continua il segretario Cisl – non
toglie e non chiede sacrifici a lavoratori e pensionati, ma per la prima volta dopo tanti anni comincia ad affrontare urgenti questioni sociali,
dalle misure per i giovani, alla rivalutazione delle pensioni basse, al miglioramento degli ammortizzatori sociali, all’aumento delle indennità di
disoccupazione”.
D’accordo sul giudizio ad un Accordo che “per la prima volta non chiede ma dà” anche il segretario Uil Luigi Tollari, che ha puntualizzato come
l’Accordo porti ad un aumento delle pensioni basse che non si vedeva da 15 anni. Importante per Tollari anche la quantificazione dei lavoratori
usuranti (1.400.000) e la previsione di 5.000 uscite per pensionamento l’anno con il requisito anagrafico agevolato di 57 anni di età.
Donato Pivanti segretario Cgil ha commentato che “l’Accordo del 23 luglio non è tutto quello che volevamo e lascia aperte questioni come il
precariato e le misure per i giovani, ma dopo tanti anni porta a significativi risultati ridistribuitivi a favore di giovani e pensionati,
con il Sindacato protagonista del legame rinsaldato fra generazioni”. Sulle pensioni è importante l’impegno a superare il “gradone” della Maroni (dal
1° gennaio 2008, in pensione a 60 anni e 35 di contributi) e la revisione dei coefficienti di calcolo delle pensioni affidata ad una Commissione
entro il 2010 che nella nuova definizione dovrà tener conto, fra gli altri fattori, anche delle aspettative di vita legate al tipo di lavoro.
“Ci aspettiamo una grande legittimazione dal voto dei lavoratori e pensionati – ha proseguito Pivanti – che darà forza al Sindacato per le prossime battaglie a partire dalla discussione della Finanziaria 2008”.


