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Immobili: Nomisma, il mercato cresce ancora

Il mercato immobiliare italiano cresce ancora, ma al rallentatore, seguendo un trend – iniziato dieci anni fa – che rispecchia oggi un pò quello della
crescita della popolazione, anch’essa contenuta.


Tra il caro mutui – compensato dall’allungamento dei tempi di rientro da parte della banche, che ha fatto si che le rate siano rimaste costanti: circa il 77% delle compravendite di immobili risultano sostenute dall’accensione di un mutuo – la crescita
di single e separazioni, la voglia delle famiglie di sostituire la casa esistente con un immobile di maggior pregio, la necessità crescente di alloggio degli extracomunitari che rappresenta i 10% dei contratti di compravendita (con punte del 16,4 a Padova e del 16,5 a Milano) e il 20% di quelli di
locazione (concentrato nelle periferie e sugli alloggi di minor pregio e dunque più economici), le compravendite tengono nei comuni minori e nell’hinterland, mentre rallentano sensibilmente nei comuni capoluogo (- 8,2% nel 2006, a fronte
di un aumento dello 0,2 nel resto delle province, nelle tredici città campione, tra cui Roma e Milano).

E’ quanto emerge dal ‘II rapporto sul mercato immobiliare 2007 di Nomisma’, dal quale
emerge che anche nel primo semestre dell’anno i prezzi degli immobili hanno proseguito a crescere. L’incremento medio annuo dei prezzi delle abitazioni si attesta al +5,6% (+4,2% in termini reali), in sensibile calo rispetto agli anni precedenti
(il massimo incremento sull’anno fu raggiunto fra il 2003 ed il 2004 con +10,8%).Diversa la tendenza per i settori d’impresa (uffici e negozi), dove la crescita dei prezzi dell’ultimo semestre è risultata, invece, piu’ accentuata rispetto al passato, con aumenti su base annua rispettivamente del 6,1 e
6,2%.

Aumentano anche i tempi medi di vendita degli alloggi (oggi 4,7 mesi), di locazione (2,6 mesi) e gli sconti praticati (11,1%). I mutui sostengono
per il 46% l’acquisto della prima casa: il 74% di quelli stipulati ha uan durata superiore ai 15 anni (il 69% è stipulato a tasso fisso). Per quanto riguarda le previsioni, il rapporto dice che il numero delle compravendite – nel 2007 – è destinato a flettere leggermente, rispetto ai livelli record di quasi 850.000 compravendite raggiunte nel 2006: a conti finiti, potrebbero aggirarsi attorno alle 800.000.

















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