La Regione Emilia Romagna sta ormai definendo il programma operativo relativo all’utilizzazione delle risorse finanziarie del Fondo Sociale Europeo per il periodo 2007-2013, un intervento di fondamentale importanza per ciò che riguarda le politiche formative regionali. Una delle strategie individuate in questa direzione è quella della costituzione di Poli Formativi che dovranno diventare il luogo di incontro e di diffusione delle conoscenze, il contesto per l’integrazione dei “saperi” universitari, professionali, scolastici, ma anche della ricerca e del mondo delle imprese.
Questi poli formativi dovranno servire a rispondere alle esigenze dei vari distretti produttivi regionali, per cui la loro localizzazione, per essere efficiente, dovrà rispondere alla vocazione dei diversi territori. Da questo punto di vista vale la pena evidenziare le esperienze più significative dei distretti modenesi: la meccanica, ma anche il biomedicale, la moda, la ceramica, con una spiccata propensione alla ricerca sui materiali e sulle tecnologie correlate.
Crediamo, quindi, quasi naturale che Modena debba e possa candidarsi ad ospitare poli formativi di valenza regionale in grado di integrare e valorizzare le esperienze territoriali appunto per ciò che riguarda la meccanica e la ricerca sui materiali.
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Cn< ritiene, insomma, che la nostra città abbia tutte le caratteristiche - logistiche, tecniche ed organizzative – per ospitare un vero e proprio “politecnico della meccanica”. Una struttura che possa integrare anche fisicamente le varie eccellenze del mondo meccanico inserendosi in aree significative come quelle presenti nella fascia ferroviaria.
E’ appena il caso di ricordare come la candidatura di Modena sia giustificata dalla presenza di imprese che rappresentano il fiore all’occhiello della meccanica – e non solo di quella regionale – e anche dalla posizione baricentrica della nostra città rispetto all’intera regione. Due parametri che rispondono in pieno agli obiettivi che si prefigge la Regione.
Del resto a Modena operano il 16% delle imprese di tutta la regione, a Modena lavora il 18% degli addetti di tutta la regione e nella nostra città studia il 19% degli studenti iscritti negli Istituti Tecnici e Professionali di tutta la regione (14.156 contro i 12.889 iscritti nelle scuole bolognesi). Cifre che legittimano una volta di più l’aspirazione modenese a diventare fulcro della meccanica regionale.
Questa proposta è stata presentata ieri sera – mercoledì 27 giugno – in Cna nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione del Presidente dell’Amministrazione Provinciale Emilio Sabattini.
“Crediamo – ha detto Luigi Mai, presidente della Cna modenese – che i distretti produttivi abbiano avuto un ruolo determinante nella crescita dell’economia locale e che ancora oggi possano esercitare una funzione di traino se sapranno sviluppare la capacità di vedere oltre, relazionandosi con altre realtà ed esperienze dislocate sul territorio regionale. I poli formativi possono avere questa capacità, contribuendo alla diffusione di distretti “allargati” in grado di facilitare l’interazione di imprese, istituti professionali, enti formativi, università, laboratori di ricerca. In una parola, assicurando il trasferimento del “sapere” al mondo della produzione”.
“E’ chiaro che per integrarsi in questa strategia anche i diversi enti che svolgono la propria attività devono sviluppare un processo di concentrazione per utilizzare al meglio le risorse. A cominciare dagli enti pubblici, che spesso e volentieri non sviluppano strategie con altre realtà” commenta il Direttore Generale di Cna Maurizio Torreggiani.


