I gestori dei distributori di benzina hanno deciso di ridurre di 24 ore lo sciopero in programma nei prossimi giorni. Questo, dopo un incontro con il presidente della Commissione di garanzia per gli scioperi Antonio Martone.
Lo si apprende dai rappresentanti dei gestori. I giorni di fermo saranno quindi due, il 6 e il 7 giugno prossimi, mentre l’8 il servizio sarà regolare.
Per lunedì, alle ore 21.00, Faib, Federazione autonoma italiana benzinai, di Modena, associazione a cui fanno capo la maggioranza dei gestori della provincia, ha promosso una riunione presso la sede di Confesercenti per definire gli ultimi dettagli dell’azione di protesta.
“Siamo nuovamente costretti a questa protesta – dice il modenese Mauro Candini, presidente regionale di Faib Confesercenti, la Federazione autonoma italiana Benzinai – per l’atteggiamento del Governo sul pacchetto Bersani. I benzinai non sono contro la concorrenza, che anzi vedono come un’occasione importante per tutto il sistema economico del paese. Ma al tempo stesso vogliono pari condizioni di mercato per fornire un servizio più efficiente ad un prezzo più competitivo. La proposta del Governo, invece, non modificherà i prezzi praticati, non porterà benefici agli automobilisti recando danni sia ai distributori che alla rete di servizio costruita in questi anni”.
Le categorie Faib Aisa Confesercenti, con le altre sigle che indicono lo sciopero, chiedono la separazione della proprietà della rete vendita da quella della raffineria, una previsione di modernizzazione della rete e la possibilità di crescita per gli operatori e i gestori. In particolare si chiede l’autorizzazione per favorire più servizi all’auto e all’automobilista, come la possibilità di dare nuovi servizi commerciali, di ristoro e d’intrattenimento negli impianti, la possibilità di vendere generi di monopolio e prodotti utili e complementari al viaggio e la possibilità di impiantare attività di logistica leggera come il deposito e la consegna o ritiro di pacchi. Infine i benzinai chiedono il riconoscimento dell’attività come “lavoro usurante” per poter beneficiare di un ‘bonus’ integrativo.
“Ci scusiamo ancora una volta per i disagi che creiamo agli utenti e ai cittadini – aggiunge Franco Giberti, presidente provinciale di Faib Confesercenti – ma lo sciopero rimane l’unico, estremo strumento che ci è stato lasciato per difendere il nostro lavoro, ma anche per garantire un mercato libero. Dopo gli incontri e i tavoli di lavoro col Governo non ci sono stati per la nostra categoria indicazioni utili, in un momento di generale insicurezza, dove tra l’altro le compagnie petrolifere hanno alzato il tiro contro i gestori e hanno avviato politiche ingiustificate di rialzo dei prezzi”.


