L’Aceto balsamico tradizionale di Modena e le sue materie prime”. E’ il titolo del convegno scientifico in programma sabato 12 maggio a Spilamberto (sala polivalente Famigli, viale Rimembranze 19, dalle ore 9) nel corso del quale saranno presentati i risultati raggiunti durante il primo anno di valutazione degli aspetti tecnologici per ottenere mosti cotti concentrati da destinare alla produzione di aceti balsamici tradizionali.

Si tratta di un progetto finanziato dall’assessorato all’Agricoltura e alimentazione della Provincia di Modena e coordinato da Andrea Marchetti dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Data la sua natura multidisciplinare e i suoi obiettivi, nel progetto sono state coinvolte diverse realtà quali la Consorteria e il Museo dell’aceto balsamico tradizionale di Modena, il Consorzio tutela aceto balsamico tradizionale, lo Ial Emilia Romagna, l’Istituto per lo studio delle macromolecole del Cnr di Milano, diverse cantine e scuole superiori della provincia.

All’incontro saranno presenti, tra gli altri, anche il presidente della Provincia Emilio Sabattini e l’assessore all’Agricoltura e alimentazione Graziano Poggioli.

Il progetto nasce dalle concrete esigenze da parte di produttori, enti di sorveglianza ed enti di rappresentanza di ottenere, nel caso specifico della produzione di mosti cotti ridotti da destinare alla filiera dell’Abtm (aceto balsamico tradizionale di Modena), nuovi mezzi conoscitivi e discriminanti relativamente alle caratteristiche chimiche e fisiche delle diverse tipologie di succhi d’uva e dei relativi prodotti finiti con particolare riferimento alle tecniche produttive impiegate, al fine di ottimizzarne i processi di filiera produttiva.

L’indagine, si integra perfettamente con le tematiche legate alla tutela dei prodotti tradizionali, che rivestono un forte impatto socio-economico sul nostro territorio, in termini sia di qualità fornita al consumatore sia in un’ottica di prevenzione e miglioramento produttivo.



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