Il 12 aprile scorso il Consiglio Comunale ha dato mandato al Sindaco Franco Richeldi di valutare gli aspetti industriali e di governance conseguenti all’eventuale integrazione di SAT in HERA.
Su tale possibilità la Lista Civica per Cambiare non ha espresso parere favorevole, sollevando diversi dubbi e preoccupazioni. Preoccupazioni per i dipendenti, ai quali HERA potrebbe chiedere la disponibilità a maggiori spostamenti, ma soprattutto per i cittadini/utenti: se già oggi, e lo abbiamo visto con il passaggio dalla TARSU alla tariffa (TIA), i rincari avvengono senza che la responsabilità sia di nessuno, a maggior ragione ciò potrà verificarsi quando SAT sarà trasformata in una piccola parte di un grande gruppo.
Un nodo irrisolto e su cui bisognerebbe avviare una seria riflessione è rappresentato dal rapporto ambiguo che i Comuni tengono con queste public utilities. I Comuni infatti rivestono un doppio ruolo: il compito loro proprio, quindi di tutela dei cittadini, anche dall’eventuale esosità delle tariffe; e nello stesso tempo quello di soci dell’azienda che fissa le tariffe e da cui ottengono interessanti dividendi, cadendo in un palese conflitto d’interessi.
Con la fusione di SAT in HERA questo conflitto aumenterà per i Comuni, perché l’azienda sarà inevitabilmente più lontana, più anonima ed estranea agli umori del nostro territorio, non essendo più la public utilities del distretto ceramico ma un gruppo di rilievo almeno regionale. Sarebbe allora auspicabile che i Comuni del distretto, come sostenuto in Consiglio Comunale anche da un esponente della Margherita di Formigine, provvedessero ad alienare queste partecipazioni detenute in SAT per affidare i servizi energetici e ambientali a chi offre il miglior servizio al minor prezzo, liberandosi finalmente da un anomalo regime di monopolio che pone in difficoltà le Amministrazioni e non garantisce i cittadini né della qualità del servizio, né della congruità delle tariffe.









