Via Emilia-bis: ecco la proposta della Provincia di Reggio




La Provincia di Reggio Emilia ha negli anni scorsi commissionato un progetto alla Cooperativa architetti di Reggio Emilia per il collegamento, alternativo alla attuale via Emilia, tra Parma e Reggio Emilia.

Il tracciato si sviluppa parallelo alla ferrovia storica e si raccorda nei punti nodali con la via Emilia. Sono già in corso di realizzazione i lavori del primo tratto di via Emilia-bis tra Taneto e Sant’Ilario, mentre il Comune di Reggio Emilia sta predisponendo il progetto definitivo del tratto tra San Prospero Strinati e Cavazzoli. Nel frattempo la Provincia di Parma ha concluso nel novembre 2006 il proprio tratto, che è coerente con le previsioni di Reggio Emilia. Ora la Provincia di Reggio si propone, in accordo con i Comuni coinvolti, di provvedere alla realizzazione del progetto preliminare che interessa il tratto fra il comune di Reggio e la provincia di Parma, basandosi sullo studio commissionato negli anni scorsi.

E’ quanto emerso nel corso della Commissione consiliare della Provincia che si è occupata della via Emilia-bis. “Il passaggio alla progettazione preliminare e la definizione di accordi con le Province di Parma e Modena, di concerto con la Regione, è un passo fondamentale per poter catalizzare le risorse necessarie per realizzare un’opera di tali dimensioni, nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro – ha detto la presidente della Provincia di Reggio, Sonia Masini – Finora si è raccolta un’ampia disponibilità da parte delle altre Province che dovrà essere trasformata nei prossimi mesi in accordi formali”.

Nel tratto di via Emilia verso Modena, resta invece confermato il tracciato definito dai Piani regolatori generali dei Comuni di Reggio Emilia e di Rubiera, tracciato che assolve appieno alla propria funzione di circonvallazione dei centri abitati e di raccordo con la futura bretella Campogalliano-Sassuolo, il cui costo di realizzazione è stimato in 500 milioni di euro. “Questo progetto risulta strettamente funzionale nella sua realizzazione alle risorse economiche pubblico-private che si riusciranno a mobilitare per la realizzazione della bretella di collegamento con il comprensorio ceramico – ha affermato l’assessore provinciale alla Mobilità sostenibile, Luciano Gobbi – Inoltre, tutta la variante a nord della via Emilia da Parma a Modena consentirà di alleggerire la via Emilia dal traffico sia leggero sia pesante, orientando la strada storica ad un uso prevalentemente urbano e ad asse privilegiato per il trasporto collettivo, con un utilizzo di corsie preferenziali”.

La Provincia ha anche annunciato l’intenzione di studiare il progetto di proseguimento della strada parallela alla Tav che dalla tangenziale di Reggio conduca alla Sp 85 (che connette da nord a sud il comprensorio ceramico) a nord-est di Rubiera. Questo progetto ha una duplice funzione: riorganizzare la viabilità a sud di San Martino in Rio e connettere i tratti di viabilità esistenti o in corso di realizzazione nell’ambito della più complessiva viabilità interferita dalla nuova ferrovia Tav. “Per questo motivo i costi risultano contenuti in circa 11 milioni di euro per il tratto reggiano e in 22 milioni per il suo possibile proseguimento verso la tangenziale di Modena, e questo rende elevata la fattibilità dell’opera nel medio periodo”, hanno concluso Masini e Gobbi.