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Servizi alle imprese: Cisl Modena chiede indagine su attività

“Uno studio approfondito sul settore dei servizi per capire cosa fanno queste imprese e quali contratti applicano ai lavoratori. L’altro giorno un’azienda ha chiesto il preavviso di otto giorni a un lavoratore a progetto, una richiesta del tutto illegittima”. Il caso è sollevato da Pasquale Coscia, responsabile delle politiche del lavoro per la segreteria provinciale della Cisl, che si interroga sui dati relativi all’economia modenese diffusi recentemente dalla Camera di commercio e da Prometeia.

Per Coscia indicatori indubbiamente positivi, come la crescita del Pil e dell’export, la tenuta dell’occupazione e il dimezzamento della Cassa integrazione, meritano un approfondimento che vada oltre il mero dato statistico.
“Innanzitutto non migliora la qualità dell’occupazione a Modena e persistono problemi di esuberi di personale, come testimoniano la chiusura recente di aziende del settore cartotecnico o le ristrutturazioni in atto nel settore ceramico e metalmeccanico – osserva il sindacalista Cisl – Detto questo, prendiamo atto che calano gli occupati in agricoltura e nell’industria, mentre aumentano quelli delle costruzioni e dei servizi”.

È proprio su questo fenomeno che Coscia chiede di fare luce in quanto egli ritiene che, a fianco di aziende che erogano servizi realmente innovativi, vi sono soggetti che svolgono attività, spesso a basso valore aggiunto, esternalizzate da altre imprese.
“Non solo. In questo settore – aggiunge – si registra anche un massiccio ricorso ai cosiddetti contratti atipici, per esempio a progetto, nei quali sovente il progetto è fittizio oppure inesistente. Si tratta, in sostanza, di occupazione precaria e priva di ammortizzatori sociali. È anche per questa ragione che chiediamo con urgenza la riforma degli ammortizzatori sociali, la quale deve dare risposte a tutti i lavoratori, a prescindere dalla forma della loro assunzione”.

A questo proposito Coscia ricorda entro il 30 aprile prossimo le aziende possono sanare eventuali situazioni di lavoro irregolare, prima mediante un accordo sindacale, successivamente con una conciliazione individuale tra impresa e lavoratore. In questo caso le aziende possono beneficiare degli incentivi previsti dalla Finanziaria 2007, mentre i lavoratori, oltre a normalizzare e stabilizzare il rapporto di lavoro, recuperano la contribuzione pregressa.

“In questo senso è importante il ruolo delle associazioni di impresa e dei consulenti del lavoro, che possono aiutare i loro associati a intraprendere questo percorso. Per le aziende che continuano ad utilizzare i lavoratori in modo irregolare o sommerso, invece, le sanzioni sono quintuplicate. Inoltre – conclude l’esponente della Cisl – verranno intensificati anche i controlli, sia grazie all’aumento degli ispettori assegnati alla Direzione provinciale del Lavoro, sia per le modalità di azione e intervento sempre più coordinato che tutti gli enti preposti hanno deciso di darsi”.

















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