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Bologna: Treno Verde, i risultati del monitoraggio ambientale

Polveri sottili oltre i limiti di legge tre giorni su tre di campionamento. Stessa situazione per i livelli di inquinamento acustico monitorati: rumorosità costante sia nei periodi diurni che notturni. Benzene entro i limiti di legge previsti per il 2007.


Questa è la fotografia scattata a Bologna dal Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata con il contributo di Sorgenia, che ha lo scopo di monitorare lo stato dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane.



I dati finali dell’inquinamento atmosferico e acustico sono stati presentati stamani a bordo del convoglio ambientalista in conferenza stampa, alla presenza di Luigi Rambelli, presidente Legambiente Emilia Romagna; Gianluca Della Campa, portavoce nazionale del Treno Verde; Vittorio Valentini, responsabile Laboratorio Mobile di RFI e Salvatore Di Ruzza, direttore regionale Emilia Romagna di Trenitalia.



Allarmanti i valori degli inquinanti monitorati a Bologna dal Laboratorio mobile di RFI, posizionato in piazza dell’Unità, incrocio via Matteotti, nei giorni 28 febbraio, 1 e 2 marzo: il PM10, famigerate polveri sottili molto pericolose per la salute, fa registrare 58, 100 e 83mg/m³ nelle tre giornate di rilevamento, superando quindi il tetto legale giornaliero fissato a 50 mg/m³.



Il monitoraggio del benzene, è stato eseguito utilizzando un campionatore passivo, il “radiello”, brevettato dalla Fondazione Maugeri di Padova e analizzato dal Laboratorio dell’Istituto Sperimentale di RFI. I quattro campionamenti sono stati effettuati in due modalità differenti: rilevamento ambientale (radiello in postazione fissa), dal 16 al 19 febbraio, e rilevamento personale (di cui uno fisso e due itineranti) rispettivamente il 15, 16 e 17 febbraio. Questi i risultati riscontrati: 5.7mg/m³ il valore del campionamento ambientale, 6.5, 7.6, e 5.7mg/m³ quelli dei campionamenti personali. I valori sono tutti entro i limiti di legge previsti per il 2007, ma non sarebbero a norma per il limite da raggiungere entro il 2010 di 5mg/m3.



“Bologna è già a quota 46 superamenti di PM10 contro i 35 consentiti in un anno: un dato molto preoccupante se si pensa che è relativo ai primi due mesi del 2007. Contro le polveri sottili sono necessari interventi strutturali a medio e lungo periodo nel settore della mobilità -. Dichiara Luigi Rambelli, presidente Legambiente Emilia Romagna – Per questo le amministrazioni devono intraprendere una strada che conduca a scelte ponderate e decise, tese a uno sviluppo sostenibile che rispetti la vivibilità del centro urbano: interventi su piste ciclabili, potenziamento dei mezzi pubblici, corsie preferenziali maggiormente controllate, isole pedonali, car sharing, e road pricing. Il rischio derivante dalle polveri-killer – continua Rambelli – è sempre costante nei dati rilevati in questi giorni e, considerando che di qui a breve le norme comunitarie imporranno ulteriori limitazioni, comprendiamo bene come a Bologna e in tutte le città italiane, oltre che correre ai ripari dinanzi all’emergenza, si debbano avviare politiche di sistema sull’inquinamento urbano”.

“Non migliore la situazione per quanto riguarda l’inquinamento acustico: fuori legge i decibel diurni, quasi sempre oltre i 70 contro i 65db consentiti, e quelli notturni, oltre il limite di 55db -. Sottolinea Gianluca Della Campa, portavoce nazionale del Treno Verde – Tutti gli studi presi in esame dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “la Sapienza” di Roma sono concordi nell’affermare che valori di rumorosità notturna inferiori ai 40 decibel consentono di dormire 20 minuti in più rispetto alla media. Al contrario, se il frastuono supera i 70 db aumenta la possibilità della riduzione o della scomparsa delle fasi IV (sonno profondo) e Rem (sogno) del sonno. L’Oms afferma che la rumorosità notturna è superiore ai livelli massimi di tollerabilità per l’orecchio umano nel 98% delle aree urbane italiane. Serve una seria programmazione strutturale, che porti ad un sostanziale ridimensionamento del traffico privato, principale ostacolo per una mobilità urbana realmente sostenibile”.


Vittorio Valentini, responsabile Laboratorio Mobile RFI, commenta così i dati del monitoraggio ambientale di questi tre giorni: “Ancora una volta, dai dati monitorati, si rileva una correlazione tra inquinanti e traffico autoveicolare, in quanto i valori maggiori di concentrazione si sono registrati proprio in corrispondenza delle ore di intensificazione del flusso di autoveicoli. Per quanto concerne le indagini fonometriche, relative quindi all’inquinamento acustico, nei tre giorni d’indagine i valori di rumorosità ambientale sono stati superiori ai limiti assoluti di 65 e 55 dB(A), rispettivamente di 7dB durante il periodo diurno e 9-11dB durante quello notturno. In conclusione è facilmente ipotizzabile, data l’entità delle emissioni acustiche, un conseguente degrado della qualità della vita degli abitanti della zona”.

















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