Nuovo apprendistato professionalizzante: primo bilancio Confartigianato


La normativa regionale che regola l’apprendistato professionalizzante, disciplinato a livello nazionale dalla Legge Biagi, è entrata in vigore il 13 luglio e già a cinque mesi di distanza è possibile fare un bilancio dell’attività messa in campo da Formart, Ente di Formazione del Sistema Regionale di Confartigianato.


Formart è uno dei 38 organismi accreditati dalla Regione per l’apprendistato professionalizzante, formula che prevede l’impegno da parte del datore di lavoro a fornire all’apprendista formazione all’interno del rapporto di lavoro, ma è l’unico ad aver messo in campo azioni efficaci in questi cinque mesi.

“Da settembre ad oggi – dichiara il Consigliere Delegato Umberto Pallareti – stiamo completando circa 1.200 percorsi di attività in aula e in azienda come prevede il catalogo regionale, collegato al Sistema regionale delle Qualifiche”. Vale la pena ricordare che il percorso è sostenuto economicamente dall’impresa che può usufruire di un contributo da parte della Regione Emilia-Romagna, denominato voucher, se l’offerta è attinta dal catalogo regionale.

In questi 5 mesi Formart ha contattato circa 5.000 imprenditori che hanno manifestato forte apprezzamento per il modello formativo proposto e attuato che vince grazie alla flessibilità, Formart crea il percorso formativo sulla base delle esigenze dell’azienda riuscendo in tal modo a conciliarle con quelle dell’apprendista, una innovazione importante che aiuta soprattutto le piccole e medie imprese che in passato avevano avanzato perplessità sulla modalità rigida della formazione teorica e tutta al di fuori dell’azienda.

“A rendere vincente il nostro modello – dichiara Pallareti – è soprattutto la creazione di un consulente formatore e di un progettista formatore a disposizione dell’azienda che ha permesso un dialogo e una integrazione e responsabilizzazione fra apprendista, tutor aziendale, imprenditore e formatore. Alla base c’è la volontà di diffondere all’interno delle imprese micro, piccole e medie la cultura della formazione come strumento di crescita”.

Consci della scarsa propensione alla “formazione formale” specialmente nelle piccole aziende e nei percorsi formativi all’interno delle aziende, Formart ha previsto un monitoraggio e una interattività quasi continuativa con almeno 4 visite in azienda da parte del progettista formatore per verificare il rispetto delle azioni progettuali, il calendario e le modalità formali. Inoltre è previsto un esame finale per controllare le competenze acquisite.

“A confermare la bontà del nostro progetto – conclude Pallareti – è il fatto che Formart ha formato e impegnato circa 60 persone nel 2006 di cui circa 30 nuove assunzioni, mentre nel 2007 dovremo ulteriormente rafforzare l’organico assumendo altre 30 neo formatori, questo non mi sembra poco per un settore in stato di crisi, proprio in questi giorni infatti in Regione si discute della messa in mobilità per molti enti che svolgono formazione in Emilia Romagna e sono in forti difficoltà.