San Felice: Del Monte verso l’epilogo




Nella giornata di ieri, mercoledì 29 novembre 2006, si è svolto l’atteso incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico per fare il punto sullo stato della vertenza Del Monte Food di San Felice.

Erano presenti l’amministratore delegato dottor Calatroni, Flai/Cgil, Fai/Cisl e Uila/Uil nazionali e modenesi, le RSU aziendali e rappresentanti
del Ministero.

L’azienda ha ribadito l’intenzione inderogabile di arrivare in tempi rapidi alla chiusura definitiva dello stabilimento di San Felice, riproponendo i
contenuti della motivazione che ha portato l’azienda a decidere la cessazione dell’attività e la conseguente messa in mobilità dei 74
lavoratori attualmente occupati.

Da parte del Ministero, constatata l’impossibilità di assumere iniziative dirette nei confronti della proprietà che ha sede a Miami (Florida), è
stata ipotizzata la possibilità di utilizzare strumenti alternativi alla messa in mobilità, come ad esempio la cassa integrazione straordinaria per
cessazione di attività che avrebbe consentito di mantenere il rapporto di lavoro con la Del Monte Food in attesa di possibili soluzioni alternative.

E’ stato lo stesso rappresentante del Ministero ad informare però le delegazioni sindacali presenti all’incontro che da parte dell’azienda anche
l’ipotesi della Cigs era assolutamente impercorribile. Allo stesso tempo, il Ministero ha riconfermato l’intenzione a mantenere aperto il tavolo per cercare soluzioni che garantiscano la continuità del sito produttivo, chiedendo alla stessa Del Monte di svolgere un ruolo attivo nella ricerca di possibili futuri acquirenti impegnandosi anche nell’offerta di commesse. Anche su questo versante la posizione dell’azienda non è stata sufficientemente disponibile.

La delegazione sindacale a fronte dell’ennesima intransigente chiusura da parte aziendale, ha ribadito la propria totale insoddisfazione,
riconfermando la difficoltà a mantenere relazioni sindacali con aziende multinazionali il cui unico scopo spesso è rappresentato da politiche
completamente svincolate dal rapporto con il territorio e le comunità sociali in cui operano.

A questo punto il percorso è ormai tracciato: ricercare in ogni modo una soluzione che metta al centro le difese delle condizioni sociali ed
economiche dei lavoratori all’interno delle procedure sulla mobilità, e contestualmente o immediatamente dopo, attivare tutte le iniziative
necessarie affinché sia data continuità all’attività produttiva di questo importante sito collocato in un territorio già pesantemente toccato dalla
crisi agroalimentare.

Flai, Fai e Uila giudicano positivo l’impegno, non scontato, da parte del Ministero di mantenere aperto il tavolo, fissando già la data del prossimo
incontro per la fine di gennaio 2007 per fare il punto alla luce del procedimento sulla mobilità, ma soprattutto per esplorare il possibile acquisto da parte di nuovi soggetti imprenditoriali.

Nel frattempo i lavoratori continueranno la loro iniziativa per sostenere la difficile trattativa nell’ambito delle procedure di mobilità e allo
stesso tempo per salvaguardare gli impianti in vista di un’auspicabile continuità produttiva.

(Fai/Cils, Flai/Cgil, Uila/Uil Modena)



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