Raccolta funghi: i boschi di montagna presi d’assalto




In questo periodo di condizioni climatiche ed ambientali particolarmente favorevoli, i boschi di montagna sono presi d’assalto dagli appassionati in cerca di funghi. Un’affluenza così significativa e concentrata nel tempo aumenta le preoccupazioni per la salvaguardia di un ecosistema così delicato.

“A tutti i raccoglitori – sottolinea Alberto Caldana, assessore all’Ambiente della Provincia di Modena – raccomandiamo il rispetto dell’ambiente e delle regole comportamentali previste al fine di coniugare una sano divertimento alla tutela soprattutto del sottobosco, un elemento fondamentale per il corretto equilibrio dei boschi di montagna”.

Per poter esercitare questa attività occorre innanzitutto munirsi dell’autorizzazione alla raccolta, il cosiddetto tesserino, che si può acquistare le sedi di Comunità montane, Parchi, Comuni e pro loco, ma anche in oltre un centinaio di alberghi, ristoranti e bar su tutto il territorio provinciale ed in particolare nei centri dell’Appennino.
I tesserini possono avere validità giornaliera o per l’intera stagione, ed il relativo costo varia anche in relazione al luogo di residenza del raccoglitore; giornate ed orari di raccolta, nonchè i quantitativi consentiti, sono chiaramente riportati sul retro di ogni tesserino.

“Siamo entrati nel vivo della stagione dei funghi – dichiara Luciana Mattei, presidente del Parco del Frignano – ed il territorio del Parco è uno dei più frequentati dai raccoglitori: per questo abbiamo intensificato le attività di controllo, coordinando anche interventi congiunti dei diversi soggetti come i guardiaparco, Corpo Forestale dello Stato, Polizia provinciale e Gev. L’attività di vigilanza – sottolinea il presidente – risulta assolutamente necessaria per tutelare l’ambienti e salvaguardare i diritti dei cittadini che vi risiedono. La raccolta dei funghi è un’attività di svago che non deve trasformarsi in una caccia al tesoro indiscriminata”.

E’ vietato, infatti, raccogliere funghi con l’utilizzo di rastrelli, uncini o altri strumenti che possono danneggiare terreno e apparati radicali delle piante, né raccogliere funghi decomposti. E’ vietato distruggere specie fungine non commestibili: se non si è certi della commestibilità di un fungo non va raccolto e nemmeno estirpato, poiché è ugualmente importante al mantenimento dell’equilibrio del sottobosco. Infine i funghi raccolti debbono essere riposti in contenitori rigidi ed areati.