Reggio E.: ‘Permesso di soggiorno-Ritratti e autoritratti’




Si possono ancora vedere e acquistare le cartoline di ‘Permesso di Soggiorno – ritratti e
autoritratti
‘ presso alcune tabaccherie: n°108 in via Nobili11, in via Farini 5, in piazza
Prampolini 14, in via Emilia all’altezza di via Roma. La mostra fotografica di ‘Permesso di
Soggiorno e le cartoline’, a gentile richiesta, saranno visibili al Punto Einaudi che riaprirà
venerdì 1 settembre (via dei Due Gobbi 1/D).

Permesso di soggiorno è un progetto che il Teatro dei Quartieri ha realizzato in
collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Reggio Emilia, nel contesto
della Settimana della Fotografia Europea.
Il percorso è nato dalla consapevolezza che, mentre sempre più lo spazio esterno risulta
estraneo e a volte minaccioso, le case si possono trasformare in spazio pubblico soprattutto
le stanze destinate ad aprirsi agli ospiti.
Il Teatro dei Quartieri ha chiesto il permesso di
entrare nel soggiorno di decine di famiglie della città, ha chiesto loro di fotografare il
proprio salotto come un “autoritratto” e poi un artista, successivamente ha scattato un
“ritratto” dello stesso spazio.
Sono state fotografate stanze abitate da famiglie di qualunque
tipologia e condizione sociale, si sono scelte case sparse in tutta la città, abitate da giovani,
anziani, indigeni e migranti.
Le case si sono aperte, ricche di storia e storie personali,
confermando un’intimità collettiva immediatamente riconoscibile e familiare ma anche una
varietà di stili che fa di questi interni un ritratto articolato e preciso della città.
Le case
hanno rivelato la loro natura di piccoli musei personali densi di foto, quadri, oggetti di tutti i
tipi, vere collezioni di vita in cui tutti possono riconoscersi.
>br> “Da tutte le case – dichiara
Lorenza Franzoni – traspare una grande dignità e l’assenza di figure umane le rende più
intensamente presenti. Nelle case è immediatamente riconoscibile la natura teatrale
dell’umanità che ha l’abitudine di allestire lo spazio come una messa in scena densa di
significati”.

Sei gli artisti coinvolti nel progetto, tra questi Fabrizio Cicconi, Fabio Boni, Stefano Cammellini e Alfredo Anceschi utilizzano la fotografia come forma di espressione, per Pietro Mussini e Lorenza Franzoni la fotografia è stata solo il punto di partenza per un’elaborazione, Pietro Mussini infatti ha costruito una relazione con gli abitanti per
“fotografare” il rapporto con l’esterno, la finestra come confine di un mondo da cui ci si può
affacciare.
Lorenza Franzoni ha privilegiato un approccio ludico elaborando le case come
giocattoli, mentre in via Compagnoni 47 ha fotografato gli interni, dal primo all’ultimo
piano, per scoprire come lo stesso spazio possa essere modificato dalla presenza degli
abitanti; ogni tanto si accendeva la luce nelle scale e la gente saliva e scendeva dentro ai
film.