Bologna: Venturi su mobilità e ferrovie


Nel dibattito in corso sulle infrastrutture per la mobilità, trasmettiamo l’intervento del vice presidente della Provincia con delega al Trasporto
pubblico, Giacomo Venturi.


“Sul tema delle infrastrutture per la mobilità c’è ancora, a Bologna, chi si interroga se e quali sono necessarie. Un dibattito sterile, solo teorico, già superato dal progetto di sistema integrato messo in campo da tutte le istituzioni, che ha come elementi costitutivi e tra loro complementari Servizio ferroviario metropolitano (Sfm) e Passante Nord, Metrotramvia, Civis e People Mover.
Questo è il progetto di sistema
integrato che presenteremo al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, il 7 settembre, quando lo incontreremo in Provincia; questo è ciò che abbiamo rappresentato al presidente del Consiglio, Romano Prodi, nell’incontro di qualche settimana fa a palazzo Chigi, nel corso del quale Regione, Provincia e Comune sollecitarono una maggiore attenzione per l’area metropolitana bolognese. Tutte queste infrastrutture sono fondamentali per la città, per il suo rilancio, per il suo sviluppo, per la
sua salute e per la sua sicurezza. Su alcune, come il People Mover, esistono le condizioni per fare da soli (istituzioni e imprenditori locali). Per altre, come il Sfm, chiediamo il rispetto degli impegni di Roma già sottoscritti con gli accordi quadro ed il loro aggiornamento alle nuove condizioni. Per il Passante Nord e la Metrotramvia, infine, chiediamo di passare dalle dichiarazioni di intenti alle fasi operative.
Se mancheranno questo spirito e questa visione unitaria, negli incontri con il Governo la forza contrattuale di Bologna sarà minore, e ciò potrebbe
determinare un grave danno per la città.
Per cui l’unico atteggiamento sensato, oggi, è quello di considerare l’intero pacchetto come l’obiettivo da conquistare, valutando – una volta acquisite le necessarie certezze su
tempi e risorse – se e quali priorità dare per la realizzazione dell’intero progetto negli anni a venire, non a quali infrastrutture rinunciare. Perciò
sbaglia chi pone il Sfm in alternativa al People Mover, o chi baratterebbe la Metrotramvia con i parcheggi; è un approccio frutto dell’improvvisazione, che difetta della necessaria visione strategica per lo sviluppo della città.
Lo stesso spirito unitario e costruttivo va usato per valutare i lavori in corso sulla linea ferroviaria Porrettana (investimenti per diversi milioni
di euro che consentiranno di adeguare la linea al transito dei nuovi treni a due piani, aumentando così il numero di passeggeri trasportati, il
confort di viaggio e la regolarità del servizio), e quelli per il raddoppio della linea ferroviaria Bologna-Crevalcore, a cui – come giustamente chiede il Comitato degli utenti – dovrà corrispondere un adeguato aumento dei
treni circolanti; l’impegno delle Ferrovie di mettere una nuova coppia di treni a settembre e una, forse, a dicembre con il nuovo orario, è in questo caso insufficiente.
Lì, come sulle altre linee del Sfm, il cadenzamento delle corse ogni 30 minuti nelle ore di punta è, infatti, la condizione indispensabile per realizzare un’offerta di trasporto ferroviario locale
capace di ridurre le auto circolanti e di portare alla Metrotramvia e al Civis il numero di passeggeri necessario per rendere vantaggioso
l’investimento.
A Trenitalia chiediamo quindi di produrre uno sforzo maggiore, così come lo chiediamo alla Regione per l’approvvigionamento di
nuovi treni e per la migliore organizzazione del servizio. Anche questo diremo il 7 settembre al ministro Bianchi; perché, a nostro avviso, la
complementarietà strategica delle scelte per la mobilità che qui abbiamo compiuto dovrebbe ispirare anche le decisioni non più rinviabili del
Governo sul “nodo” strategico nazionale di Bologna, pur nelle difficoltà della situazione dei conti pubblici”.