Sicurezza: a Sassuolo impegni per Braida


Con il Protocollo d’intesa sottoscritto nei giorni scorsi da Comune di Sassuolo, Provincia e Regione, gli enti locali hanno assunto “una serie di impegni per il quartiere Braida che riguardano non solo il presente, ma soprattutto il futuro”.

Nel rispondere in aula a un’interpellanza dei consiglieri Luca Caselli e Cesare Falzoni (An) sugli strumenti messi in campo per fronteggiare l’emergenza sassolese, il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini ha ricordato i punti principali previsti del Protocollo, “dagli strumenti urbanistici per la riqualificazione dell’area al programma di integrazione sociale, dalle politiche abitative al controllo del territorio”.

“Mettere in sicurezza quei palazzi eliminando situazioni di potenziale pericolo era doveroso – ha osservato il capogruppo Ds Demos Malavasi – ora è necessario sollecitare i Comuni modenesi a verificare, in accordo con la Prefettura, le forze dell’ordine e l’Asl, le tante situazioni precarie esistenti in altre parti della provincia. Quella di Sassuolo era una situazione esplosiva – ha concluso – ma ce ne sono altre potenziali ed è bene intervenire subito per evitare che degenerino”.
Da Tomaso Tagliani (Udc) è arrivato il suggerimento a fare verifiche puntuali in Appennino “anche sugli affitti, spesso irregolari”.
“Certe situazioni – ha rilevato il capogruppo della Lega Nord Giorgio Barbieri – sono state create dai governi di centrosinistra e dall’ostilità con cui è stata trattata la legge Bossi-Fini, che pure prevedeva alloggi per i lavoratori immigrati”.
D’accordo con lui Cesare Falzoni: «In certi casi i Comuni tendono a chiudere gli occhi su situazioni di illegalità, facendo controlli inefficaci”.

D’accordo sui contenuti del Protocollo i consiglieri Stefano Lugli (Rifondazione comunista) e Walter Telleri (Verdi), i quali si sono però detti perplessi sui fondi stanziati dall’accordo Regione-Comune di Sassuolo per installare impianti di videosorveglianza: “Quei soldi si potevano spendere meglio, per le politiche sociali”.
Nel ripercorrere la genesi dell’emergenza Braida, la capogruppo di Forza Italia Claudia Severi ha indicato la necessità di “far partire controlli formali anche in altre zone dove il problema è latente, senza minimizzare le segnalazioni dei cittadini”.

“Prendo atto che sono state recepite soluzioni, come la videosorveglianza, proposte da noi e bocciate dalla maggioranza – ha concluso Caselli – Viste le recenti visite di esponenti nazionali del centrosinistra a Sassuolo, spero che adesso, dopo la vittoria elettorale, arrivino davvero gli agenti in più che hanno promesso”.