Quasi 2400 stranieri a Modena nel 2005




Sono complessivamente 2379 gli stranieri che nel 2005 hanno ottenuto il permesso di lavoro a Modena in base al decreto che stabilisce i flussi per lavoro degli extracomunitari e neocomunitari. Nel dettaglio, si tratta di 350 lavoratori stagionali e di 700 neocomunitari (cittadini degli stati recentemente entrati a far parte dell’Unione Europea).

Sono inoltre in corso di autorizzazione i permessi per 49 albanesi, 60 tunisini, 60 marocchini, 15 egiziani, 42 filippini, 15 nigeriani, 55 moldavi, 82 dello Sri Lanka, 4 del Bangladesh e 62 pakistani. A questi si aggiungono infine altri 691 cittadini di altre nazionalità, 94 (sempre di altre nazionalità) assegnati all’edilizia e 100 genericamente ad ‘altre attività’.

Rispondendo in Consiglio comunale ad un’interrogazione del consigliere Sergio Rusticali (Sdi), l’assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti ha tenuto a sottolineare che “gli uffici competenti si sono trovati a lavorare in una grave situazione di confusione, sia per la documentazione richiesta che per i controlli da dover effettuare, che vanno sommati alla grave e complessa gestione di tutte le pratiche legate al lavoro dei cittadini stranieri già presenti sul territorio”.

L’assessore ha anche messo in evidenza “il caos generato con il mancato avvio dello Sportello Unico presso la Prefettura, che partirà a giorni”, ricordando anche le complicazioni legate “all’entrata in vigore del decreto di attuazione della Bossi-Fini, l’attesa delle circolari esplicative, la documentazione troppo complessa che prevede che ogni lavoratore debba stipulare il contratto di soggiorno sia perché deve essere assunto da una nuova impresa, sia nel caso debba rinnovare il permesso di soggiorno pur lavorando caso mai da anni nella stessa azienda ed essendo in Italia da anni”.

L’assessore ha quindi concluso che “tutte queste cose non hanno aiutato e non aiutano il lavoro della Questura e della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena a svolgere i loro compiti. Abbiamo già provveduto attraverso l’ANCI a segnalare i disagi ed a richiedere nuove norme rispetto ai flussi di ingresso ed anche relativamente ad alcuni articoli della Delibera di attuazione della Legge Bossi-Fini”.



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