PMI Modena: proposte studi settore tessile




Il settore
tessile abbigliamento sta incontrando delle enormi difficolta’.
Questa non e’ una novita’, ma di certo la preoccupazione e’ diffusa.
Gli ostacoli, sia strutturali che concorrenziali, fanno prevedere numerose le situazioni aziendali in cui la redditivita’ effettiva non sara’ congrua con i parametri previsti dagli studi di settore. Nel tentativo di contribuire alla risoluzione di questo problema, estremamente sentito dalle imprese del distretto, CNA Modena e Lapam Federimpresa hanno preparato un pacchetto di proposte.

Tra le difficolta’ che il settore incontra, ve ne sono alcune di tipo concorrenziale che stanno facendo sentire il loro peso sul distretto produttivo: il decentramento in paesi a basso costo di intere fasi di lavorazione; la presenza sul territorio di laboratori che operando nel sommerso possono applicare prezzi estremamente contenuti e non remunerativi; l’importazione ”selvaggia” di notevoli quantita’ di prodotti finiti provenienti dai paesi asiatici e destinati al mercato italiano a costi incredibilmente bassi.

Cosi’ le piccole, ma anche le medie imprese, per affrontare questa concorrenza sleale e tentare di rimanere sul mercato sono costrette ad abbassare i prezzi riducendo al minimo, fin quasi ad annullarla, la redditivita’ aziendale.
I dati degli ultimi anni dimostrano questa tendenza: dal 2000 ad oggi, quindi in tre anni, la provincia di Modena ha perso nel tessile abbigliamento 460 imprese, pari al 12% del totale; l’occupazione e’ calata mediamente del 4% all’anno provocando negli ultimi tre anni una perdita di 2.120 posti di lavoro, concentrati nell’occupazione femminile.

Secondo la CNA, quindi, la redditivita’ dichiarata ed effettiva, non sara’ coerente o idonea con i valori e i parametri previsti dagli studi di settore. Molte saranno percio’ le imprese obbligate a scegliere se pagare imposte vere su entrate presunte e non reali oppure intraprendere estenuanti ricorsi dai costi elevati e dagli esiti incerti, con l’effetto di logorare ulteriormente il gia’ difficile rapporto fra fisco e contribuente.
Per questo la CNA chiede che l’Osservatorio provinciale sugli Studi di settore e l’Agenzia regionale delle Entrate prendano atto che sono completamente mutati gli indicatori produttivi e reddituali delle imprese del settore rispetto al 1996, anno in cui sono stati presi i riferimenti per gli attuali studi di settore. Di conseguenza, si propone di adeguare e modificare gli studi di settore alla nuova realta’ economica e di mercato; emanare degli orientamenti uniformi per gli Uffici finanziari periferici in merito alla valutazione di alcuni indicatori e parametri economici al fine di evitare difformita’ penalizzanti su imprese gia’ in difficolta’.



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