L’arte dall’Africa nera all’Occidente


Picasso, Derain, Vlaminck, Matisse. Sono stati i grandi maestri delle avanguardie degli inizi del XX secolo a scoprire e valorizzare negli oggetti d’arte tribale i valori di libertà, ritorno alle origini e spontaneità creativa necessari al rinnovamento dell’arte. Oggi l’espressività africana gode in Italia di una forte autonomia che si muove tra sperimentazione e tradizione. Un primo approccio a questa identità lo offre ‘Farafinà-arte Africana a 360°’ che si sta svolgendo alla Tenda di viale Molza a Modena.

Domani, sabato 10, il programma si apre alle 14 con “Ibrido da Farafinà all’occidente”, laboratorio di arti visive condotto da due giovani artisti italiani, la modenese Claudia Ascari e il reggiano Andrea Sassi e un artista africano, Aimer Roger della Costa d’Avorio.

Alle ore 17 si terrà la conferenza “Ibride Afriche: creatività creoalizzazione nell’Africa contemporanea condotta da Egidio Cossa, direttore della Sezione Africa del Museo Nazionale Prestorico Etnografico L. Pigorini di Roma. Cossa si occupa in particolare delle dinamiche socio-culturali in atto e delle nuove espressioni estetiche ispirate a modelli di matrice occidentale presso le società dell’Africa occidentale sub-sahariana. Recentemente ha curato le mostre: ‘Mari capable. Africa: i tessuti parlano’ (Museo L. Pigorini, 2001) e, con Guido Schlinkert, ‘IbridAAfrica’ (Lazzaretto di Sant¹Elia a Cagliari, 2002).

Seguirà alle 18 la proiezione del film ‘Ce qui est dit est dit’ (Ciò che è detto è detto), regia Les Guignols, gruppo produttore Ivoire Diffusion Internationale.

Infine, serata tutta musicale con il concerto, alle 20.30, del gruppo Les Totem Zion Bit, mentre dalle 22.30 la musica reggae lascerà il posto a quella malinké della Guinea Konakri con i Les Etoiles de Fareta. Ingresso libero.

Per informazioni: La Tenda, tel. 059 214435, Ufficio Giovani d’Arte tel. 059 206604.