Produzione agricola emiliano-romagnola in calo


La produzione agricola dell’Emilia Romagna nel 2003 è stata condizionata dalle gelate primaverili e, soprattutto, dalla siccità e dal caldo estivo. Il bilancio economico, secondo le prime stime della Coldiretti regionale, evidenziano un calo attorno al 3%, che porterebbe la Plv sui 3.557 milioni di Euro (110 milioni di Euro in valori correnti), con un ritorno al di sotto del valori del 2000 (3.660 milioni di Euro).

Nell’ortofrutta – rileva Coldiretti – la minore produzione è stata bilanciata dall’ aumento dei consumi, che hanno mantenuto i prezzi a livelli remunerativi. Le aziende che sono riuscite a contenere gli effetti della siccità con l’irrigazione, hanno conseguito risultati economici soddisfacenti, soprattutto per la frutta estiva, come pesche e nettarine (produzione 20%), cocomeri e meloni. Partito in maniera forte, il mercato delle pere ha poi rallentato, ma i risultati sono stati soddisfacenti, grazie anche al calo del 15% della produzione regionale ( 8% in Italia e 10% in Europa). Buoni risultati anche per le mele, in leggero calo a livello regionale ( 5%) ma anche nazionale ed europeo. Il crollo di produzione del kiwi ( 50% in regione, cali più contenuti in Italia ed Europa) sta mantenendo il mercato a buoni livelli.

La Coldiretti definisce invece “disastrosa” l’annata bieticola, dove la contrazione del 10-12% delle semine conferma la tendenza, in atto da alcuni anni, al disimpegno dei produttori. La siccità – rileva l’organizzazione dei produttori – ha ridotto fortemente il peso delle radici portando al 40% il calo della produzione. Unico elemento positivo è stato il grado medio di polarizzazione, pari a 16 gradi per quintale, che ha contribuito a contenere il calo dello zucchero al 28% rispetto al 2002.

“Nella bieticoltura ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello abbiamo necessità di riconquistare la fiducia dei produttori, minata da anni di difficoltà con l’industria. Coldiretti stima un calo di produzione medio del 15% per i cereali e del 40% per le patate. Il pomodoro è stata una delle poche colture che ha fatto registrare un aumento di produzione: +16% rispetto alla disastrosa annata 2003, quando il calo fu del 15%.

L’annata vinicola si presenta ottima, sia per i vini rossi sia per i bianchi, grazie al caldo che ha aumentato il grado zuccherino delle uve. La produzione varia da provincia a provincia e, rispetto al 2002, quando con 5.440.000 ettolitri si raggiunse uno dei risultati più bassi degli ultimi anni, dovrebbe aumentare del 5%. La siccità – secondo Coldiretti – ha messo una forte ipoteca sul futuro del settore zootecnico, che costituisce il 45% della Plv regionale.

La ripresa dei consumi di carne bovina avviata l’anno scorso si è arrestata a causa di una flessione della domanda, aggravata da una erosione del mercato da parte di importazioni a prezzi minori, che sta mettendo in difficoltà anche le produzioni di bestiame nazionale. Produzione e consumi stabili per la carne ovina e per i suini.
La diminuzione della resa di latte ha contribuito -secondo Coldiretti – ad annullare l’aumento di produzione primaverile di Parmigiano Reggiano.