Droga: cannabis non è leggera, lo dice il Css




Il Consiglio Superiore di Sanità ritiene che ”la cannabis non debba considerarsi ‘droga leggera’
e che il suo consumo non rappresenta quindi un’abitudine priva di conseguenze sulla salute”. Lo rende noto il ministero della Salute ricordando che il ministro Girolamo Sirchia aveva richiesto al Css un documento sugli effetti collaterali della Cannabis.


Tenuto conto che il numero degli adolescenti che fumano cannabis è elevato nel nostro Paese, il Consiglio Superiore di Sanità ”ritiene che l’uso della Cannabis sia gravato da pesanti effetti collaterali quali dipendenza, possibile progressione all’uso di altre droghe quali cocaina e oppioidi,
riduzione delle capacità cognitive, di memoria e psicomotorie, disturbi psichiatrici quali schizofrenia, depressione e ansietà; possibili malattie broncopolmonari tra cui bronchite
ed enfisema”.

Nello stilare un parere sugli effetti
della cannabis, il Consiglio Superiore di Sanità ha valutato la recente letteratura scientifica e in modo particolare i risultati di alcuni studi clinici i cui contenuti sono riassunti in una relazione elaborata dal professor Silvio Garattini. Per gli esperti del Css i giovani e gli adolescenti sono ”particolarmente vulnerabili” agli effetti effetti negativi di questa droga.

Il Css auspica quindi ”che le autorità competenti
provvedano a dare ampia e incisiva informazione agli adolescenti riguardante gli effetti collaterali della cannabis e in particolare sui rapporti diretti tra uso della cannabis e sviluppo di problemi per la salute mentale, quali depressione, ansietà e schizofrenia”.



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