Piano Periferie, a Bologna si accende la macchina delle gare per aprire i cantieri

Un bando già uscito, quello che riguarda la riqualificazione della Stazione Roveri del Servizio Ferroviario Metropolitano, e i restanti in pubblicazione da qui a metà maggio: il Comune di Bologna mette in moto la macchina delle gare che porterà all’apertura dei cantieri per i dieci progetti del Piano Periferie, del valore di 18 milioni di euro (compresi gli incarichi di progettazione). I bandi avranno diverse durate di pubblicazione e si chiuderanno tutti entro la metà di luglio.

La pubblicazione dei bandi è possibile perché il Comune, grazie alla solidità del suo bilancio, può anticipare i finanziamenti che saranno poi rimborsati dal Governo. Nei mesi scorsi un emendamento al Decreto Milleproroghe aveva congelato fino al 2020 i fondi che diverse città avevano ottenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri partecipando al “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”. Dopo una trattativa tra Anci, l’associazione dei Comuni, e Governo è stato raggiunto un accordo che prevede, appunto, l’anticipo dei fondi da parte dei Comuni in grado di anticipare le risorse, con successivo rimborso.

L’avvio delle gare è stato illustrato oggi all’ex parcheggio Giuriolo dal Sindaco di Bologna, Virginio Merola, dall’assessore comunale alla cultura, al progetto nuove centralità culturali nelle periferie e al patrimonio, Matteo Lepore, e dal direttore della Fondazione Cineteca di Bologna,
Gian Luca Farinelli.

Nell’occasione il Sindaco Virginio Merola ha annunciato che il futuro polo della Cineteca al Giuriolo sarà intitolato a Renato Zangheri, già Sindaco di Bologna dal 1970 al 1983, e che nel 1962, da assessore alla cultura, ebbe l’intuizione di nominare la Commissione Consultiva per le attività cinematografiche del Comune di Bologna, decisione dalla quale nascerà la Cineteca, un patrimonio che oggi è conosciuto in tutto il mondo. “Renato Zangheri ci ha lasciato la più bella definizione di Bologna: città dell’incontro e del dialogo – ha ricordato il Sindaco Virginio Merola – ed è proprio così: questo siamo e questo è il nostro destino”.

I progetti
Il progetto complessivo per la città di Bologna riguarda due ambiti territoriali riconosciuti come “periferia”, il Pilastro e la zona dell’Arcoveggio, e prevede una serie di lotti funzionali autonomamente fruibili.

Riqualificazione dell’ex parcheggio Giuriolo: diventerà la nuova sede dei laboratori di restauro, delle aree didattiche, degli spazi espositivi e dell’archivio conservativo della Cineteca di Bologna. Il valore del progetto è di 8,1 milioni di euro. L’intervento prevede il recupero di un edificio dismesso, un tempo adibito a parcheggio multipiano, costruito nel 1990 all’epoca dei Campionati mondiali di calcio, per convertirlo in polo di conservazione e restauro delle pellicole cinematografiche della Cineteca di Bologna.

Nuova caserma dei Carabinieri Pilastro: l’intervento, del valore di 2,4 milioni di euro, prevede la costruzione su area di proprietà comunale di una Caserma dei Carabinieri, in relazione agli obiettivi di sicurezza e di servizio alla popolazione e in coerenza con gli obiettivi di riordino logistico delle sedi dell’Arma.

Casa gialla: è l’edificio di via Casini 3. Le attività contenute in questa struttura, che diventerà Casa di Comunità, saranno in sinergia con le attività culturali della vicina biblioteca per formare un unico polo culturale di quartiere, con ambienti destinati a laboratori di idee, sala conferenze, sala polifunzionale, per studio, riunioni, incontri e spazio per uffici. Costo: 660mila euro.

Biblioteca Luigi Spina: è prevista una riqualificazione della biblioteca, punto di riferimento delle attività ricreative e culturali dell’area, per renderla più confortevole e attrattiva. Costo: 270mila euro.

Orti urbani di via Salgari: si tratta del più esteso complesso di orti sociali pubblici, 50 mila metri quadri, creato dal Comune di Bologna nei primi anni Ottanta. L’intervento vuole riordinare e riqualificare l’area, compresa la parte di giardino pubblico in cui è collocata, attraverso dei raggruppamenti in colonie dotate di casette per il ricovero degli attrezzi. Verranno realizzati servizi igienici, tettoie e una nuova casa per gli ortisti, per favorire occasioni di incontro e convivialità. Verranno sistemate le recinzioni, creati corselli per il passaggio pedonale. L’intervento verrà realizzato insieme agli assegnatari degli orti che ogni giorno vivono l’area. Costo: 1,7 milioni di euro.

Casa e podere di via Fantoni: è un edificio rurale con un podere di sei ettari. Verrà recuperato l’edificio esistente e sarà avviato un percorso di agricoltura comunitaria con la realizzazione di una fattoria didattica integrata con attività di accoglienza turistico-ricettiva. Costo: 1,36 milioni di euro.

Fermata SFM Roveri: realizzazione di attrezzature per facilitare la sosta delle biciclette, di rastrelliere e della tettoia alla fermata Roveri del Servizio Ferroviario Metropolitano e integrazione degli ingressi sud e nord della fermata con un sistema di percorsi ciclabili e pedonali. Costo: 250mila euro.

Corridoio ciclo-eco-ortivo di via delle Biscie: si tratta di un intervento auspicato dal percorso “Collaborare è Bologna”. Verrà creato un sistema di infrastrutture verdi (orti/giardini/campi coltivati) interconnesse ecologicamente, per la conservazione della biodiversità unita allo sviluppo produttivo delle stesse da realizzarsi con attività di recupero sociali di soggetti svantaggiati. Con questo intervento verranno fornite acqua ed elettricità nelle aree di proprietà comunale, messe a disposizione per il progetto. Costo: 800mila euro.

Connessioni ciclabili: realizzazione e completamento di un insieme di piste ciclabili per agevolare le connessioni urbane. Costo: 1,73 milioni di euro.

Spina centrale e Piazza Lipparini: la zona tra le vie Casini, Pirandello, Trauzzi, Natali e Deledda costituisce il cuore degli interventi pubblici che hanno dato forma al quartiere negli ultimi cinquant’anni e non è mai stata compiutamente definita; contiene diversi edifici di proprietà pubblica solo parzialmente utilizzati. L’obiettivo è dotarla di un sistema pedonale continuo, spazi di sosta attrezzati e la realizzazione di una nuova piazza nella parte orientale della “spina”. Il costo è di 330mila euro.