Prossima l’inaugurazione della Casa della salute di Sassuolo



Sono sette le Case della Salute che saranno realizzate dall’Ausl di Modena in tre anni in tutta la provincia, con un costo di 27 milioni di euro; a queste si aggiungono i progetti sugli ospedali di comunità e gli hospice, per un investimento complessivo di 48 milioni di euro messi a disposizione dall’azienda stessa, da Comuni, Regione e dall’Unione europea.

In occasione della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena, che si è svolta nei giorni scorsi, Massimo Annicchiarico, direttore generale dell’Ausl di Modena, ha fatto il punto sui progetti a Modena e sul territorio provinciale, a partire dai potenziamenti sulle Case della Salute, per le quali è previsto un investimento complessivo che supera i 27 milioni di euro.

Per quanta riguarda la programmazione della Case della salute sul territorio provinciale Nel distretto di Sassuolo sta per essere inaugurata la Casa della salute di Sassuolo ed è imminente la presentazione del progetto esecutivo già realizzato per un investimento di 510 mila euro per quelle di Formigine e Casinalbo (su due sedi, una nell’attuale poliambulatorio Ausl).

Nella sua relazione alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria, Massimo Annicchiarico, direttore generale dell’Ausl di Modena, ha fatto il punto anche sulla riorganizzazione dei servizi.

Negli ultimi quattro anni, infatti, molti percorsi sono stati completamente rivisti, tra questi le reti della Diabetologia, dei Disturbi cognitivi e delle Cure palliative,  «nell’ottica – ha sottolineato Annicchiarico – di una miglior risposta all’evoluzione dei bisogni dei cittadini e di un’attenzione specifica anche alle fasi di prevenzione e promozione della salute».

Poi c’è il lavoro sui tempi d’attesa per le prestazioni specialistiche monitorate dalla Regione Emilia Romagna, tutte garantite dall’Ausl di Modena in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Ospedale di Sassuolo nei tempi previsti (30 giorni per le visite specialistiche e 60 per gli esami di diagnostica), così come per i tempi d’attesa per gli interventi chirurgici programmati oggetto di monitoraggio regionale.

In questo ambito le performance sono ulteriormente migliorate negli ultimi sei mesi, consentendo di raggiungere il traguardo del 99 per cento di interventi erogati entro i tempi previsti per ciascuna classe di priorità (30, 60 e 180 giorni).