Formigine: ritrovata auto rubata e autista pirata

A Formigine, l’impiego della tecnologia si rivela particolarmente utile nelle operazioni di Polizia Municipale.

Nella serata del 19 gennaio, è stato perpetrato un furto in abitazione nel capoluogo. Tra i valori, è stata rubata anche l’autovettura dei proprietari, custodita in garage. La targa, inserita negli appositi data base, è stata costantemente attenzionata durante i pattugliamenti del territorio. All’inizio della settimana, la pattuglia in perlustrazione della zona di Corlo, ha ricevuto un segnale d’allarme che evidenziava che il veicolo in questione era stato intercettato dalle telecamere dello scout speed. L’auto è stata trovata in una strada residenziale di Corlo, senza nessuno a bordo. È probabile che gli autori del furto si siano dati alla fuga, dopo aver visto la Municipale. L’auto è stata riconsegnata alla proprietaria.

“Lo scout speed – spiega Mario Rossi, comandante della Polizia Municipale – oltre a controllare la velocità dei veicoli, permette dì individuare in tempo reale altre violazioni di grande rilievo tra cui la mancata copertura assicurativa e le omesse revisioni. Ben altre sono le potenzialità di questo strumento, che permette di verificare se una determinata targa è ricompresa nel data base dei veicoli rubati, o meglio ancora nelle black list che vengono immediatamente aggiornate quando si ha notizia della circolazione di veicoli sospetti nel nostro territorio”.

In un altro fatto recente la tecnologia si è dimostrata utile per la sicurezza. Il 29 gennaio, nella zona centrale di Formigine, un veicolo ha colliso con due auto che stavano circolando regolarmente in una rotatoria, provocando danni, e si è dato alla fuga. I danneggiati e un testimone sono riusciti a leggere la targa in modo parziale. Grazie anche alla descrizione dell’autovettura, gli agenti della Polizia Municipale sono riusciti a recuperare la targa completa visionando le telecamere della videosorveglianaza. Il proprietario del veicolo, che non risiede sul territorio, è stato identificato e contattato, e ha confermato che il figlio si trovava sul territorio nel periodo in esame. Il conducente risponderà per il comportamento tenuto di pirateria stradale, poiché non si è fermato dopo l’incidente.