Linea rovente per il «112» della centrale operativa del comando provinciale carabinieri di Reggio Emilia. Gli uomini del Colonnello Antonino BUDA, in servizio alla centrale operativa, questa notte hanno avuto giusto il tempo di fare un piccolo brindisi che immediatamente dopo la mezzanotte i centralini sono subito divenuti “incandescenti”: allarmi di esercizi pubblici, aziende ed abitazioni collegate alla centrale che si attivavano improvvisamente. La colpa di questi allarmi (falsi) era dovuta proprio ai botti di capodanno.

Il primo tentativo di furto del 2018, sventato da un vicino di casa che ha messo in fuga i ladri allertando i carabinieri, è stato compiuto in via Resistenza a Rubiera dove ignoti ladri tentavano di accedere in un appartamento forzando la finestra per poi desistere e dandosi alla fuga una volta disturbati da un vicino che accortosi del tentativo furtivo allertava i carabinieri. Sempre nella notte i carabinieri reggiani unitamente ai vigili del fuoco hanno curato due interventi per altrettanti incendi verificatisi per cause accidentali. Il primo intorno alle 0re 00,45 nel campo nomadi di Correggio di Via Fossa Ronchi dove a causa del corto circuito elettrico, verificatosi esternamente , si incendiava una roulotte disabitata mentre il secondo poco dopo le 3,00 in Via Baldini di Montecchio Emilia dove nel corso dei festeggiamenti a causa dello di un petardo, lanciato accidentalmente, si incendiava la copertura in plexiglass di un’autorimessa privata. In entrambi i casi non si registrano danni a persone.

Un inizio anno avviatosi con chiamate pervenute al 112 dei Carabinieri anche per liti sia in locali pubblici che tra le mura domestiche: in tutti i casi l’escandescenza tra le persone coinvolte è stata ricondotta all’uso smodato di bevande alcoliche. Telefonate sono giunte anche da alcuni cittadini che hanno chiamato lamentandosi per l’esplosione dei fuochi d’artificio. Numerose anche le telefonate da parte di chi ha voluto fare semplicemente gli auguri ai Carabinieri reggiani ringraziandoli per il lavoro quotidianamente svolto. Negli ospedali della provincia, secondo quanto accertato dai carabinieri, non hanno ricorso alle cure mediche persone ferite dallo scoppio di petarsi in occasione dei festeggiamenti del Capodanno.



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