Home Lavoro Castelfrigo, Cisl: “No a radicalizzare scontro, in ballo sopravvivenza azienda”

Castelfrigo, Cisl: “No a radicalizzare scontro, in ballo sopravvivenza azienda”

«Esprimiamo solidarietà agli addetti licenziati dalle cooperative appaltatrici e, insieme alle altre sigle sindacali, siamo responsabilmente impegnati a cercare una soluzione per loro».  

Lo afferma il sindacato alimentaristi Fai Cisl Emilia Centrale intervenendo sulla vertenza della Castelfrigo alla vigilia dell’incontro con la Regione, in programma domani a Bologna.

«L’azienda ha la grande responsabilità di aver scelto, come altre, di appaltare, ma non può diventare il capro espiatorio delle inaccettabili condizioni in cui si trovano troppi lavoratori occupati nel settore delle carni – dichiara il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi – Non condividiamo la radicalizzazione dello scontro, che non giova a nessuno, men che meno ai lavoratori. Se la situazione della Castelfrigo non torna rapidamente alla normalità, l’azienda chiude, con il risultato che restano a casa 250 persone tra dipendenti diretti e quelli delle cooperative».

«In queste settimane i dipendenti della Castelfrigo stanno letteralmente facendo i salti mortali per effettuare le lavorazioni indispensabili a tenere l’azienda in vita – aggiunge Marco Ganzerli, il sindacalista della Fai Cisl Emilia Centrale che segue la Castelfrigo – Il clima interno è teso, anche se va riconosciuto all’azienda che, pur essendo in difficoltà, sta rispettando il contratto integrativo firmato a maggio. Si tratta di un integrativo aziendale dai contenuti innovativi, sottoscritto dopo anni di mancati rinnovi».

Ricordiamo che l’anno scorso la Fai Cisl ha ottenuto un largo consenso alle elezioni per il rinnovo delle rsu, conquistando la totalità dei seggi. Da allora i delegati cislini sono impegnati, insieme ai sindacalisti della categoria, a trovare una soluzione ai problemi della Castelfrigo che concili diritti e tutele dei lavoratori con la competitività dell’azienda.

«Siamo convinti che la vertenza si possa ricomporre – interviene infine Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale – A patto, però, che si lascino da parte gli ideologismi e si affrontino i problemi concreti di azienda e lavoratori. A tal fine è necessario che anche le istituzioni ai vari livelli e le parti datoriali esercitino un ruolo più incisivo. Lo abbiamo detto ieri anche al sindaco di Castelnuovo Rangone, al quale abbiamo ribadito che è necessario fornire alle organizzazioni sindacali strumenti adeguati che – conclude la segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale – rendano efficace il nostro ruolo di tutela dei lavoratori e della dignità del lavoro»